Quando l'infertilità è un problema di stress

 
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Per chi affronta la fecondazione assistita è necessario valutare alcuni aspetti psicologici

stress_fertilitaLo stress e la depressione possono ridurre la fertilità. Non è ancora chiaro il rapporto che esiste tra lo stress e i risultati della fecondazione assistita. Nonostante una considerevole letteratura a riguardo, gli scienziati non sono riusciti ancora a capire l'impatto che fattori stressanti possono avere sulla fecondazione in vitro. Metodologie diverse e limitazioni statistiche potrebbero spiegare l'incoerenza dei risultati riportati negli studi.

L'equipe del prof K. Gourounti del Dipartimento di ostetricia assieme al Dipartimento di Psichiatria dell’Università di Atene ha esaminato la relazione tra l'infertilità, stress, ansia, sintomi depressivi e risultato della riproduzione assistita. Il campione in studio era composto di 160 donne con problemi di fertilità che si erano sottoposte ad un trattamento di infertilità in un ospedale pubblico ad Atene, nel periodo compreso tra novembre 2008 e luglio 2009. Le donne infertili che non erano riuscite ad avere figli nemmeno in vitro sono state sottoposte a valutazioni sul livello di stress, sullo stato d’ansia e sui sintomi depressivi, confrontandole con quelle che avevano ottenuto un figlio con la fecondazione assistita.

In base ai dati raccolti, 41 donne (26%) sono riuscite ad ottenere un figlio. Il numero medio di ovociti recuperati e il numero medio di embrioni trasferiti per ciclo differiva significativamente tra le donne rimaste incinte e quelle che non hanno avuto gravidanza . Nessuna differenza significativa invece è stata osservata tra i due gruppi di donne rispetto al livello di istruzione, al livello di reddito, alla durata della sterilità, al numero di tentativi precedenti di fecondazione, alla causa di infertilità, ed alla eventuale precedente storia di gravidanza. Le donne rimaste incinte avevano livelli significativamente più bassi di stress correlato allo stato di infertilità, stato d’ansia e sintomi depressiv rispetto alle donne che non hanno ottenuto la gravidanza. Circa il 12% della varianza nel risultato della tecnica di fecondazione assistita è stata spiegata dalle variabili psicologiche.

Lo stress psicologico è stato negativamente associato all’esito della fecondazione assistita, dopo aver controllato tutte le variabili biomediche. Il campo emergente della psiconeuroendocrinologia offre qualche spiegazione per i meccanismi biologici coinvolti che collegano lo stress psicologico con esito fecondazione in vitro. Inoltre, interventi psicologici possono dare importanti risultati nell’aumento dei tassi di gravidanza. Pertanto, dallo studio si rileva che le donne con problemi di fertilità che si preparano ad affrontare una fecondazione in vitro dovrebbero essere valutate per i livelli di sintomi di stress, ansia e depressione.

A queste donne sarebbe opportuno offrire interventi di consulenza appropriati, perché si è visto che i tassi di gravidanza possono aumentare riducendo lo stress psicologico.

 

 

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Dr. Tatiana De Santis

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