Quando le spiegazioni del medico sono incomprensibili

Condividi
Tweet
 
Lunedì 15 Ottobre 2012 00:00 Scritto da Katia Carlini
Stampa

Il linguaggio dei medici non è sempre comprensibile da tutti. E il paziente è spesso in difficoltà

Il linguaggio dei medici non è sempre comprensibile da tutti. E il paziente è spesso in difficoltà

ricetta-medica-complicataMolto spesso è necessario tradurre il “medichese” degli specialisti in un linguaggio di uso più comune, accessibile ai non addetti ai lavori. È quello che succede al cittadino medio che frequentemente si trova in difficoltà e in imbarazzo nel leggere una diagnosi di un medico, una relazione o nell’interpretare quanto gli viene comunicato da uno specialista durante il colloquio.

Quasi come avesse la duplice colpa della malattia e dell’ignoranza, il paziente il più delle volte si vede costretto a rivolgersi a parenti o amici medici. O, qualora ne fosse sprovvisto, a navigare nel mare magnum di internet.

Secondo gli studi di Marks, Murray, Evans e Willig (2000) il linguaggio estremamente tecnico del medico consentirebbe allo stesso una sorte di protezione dall’eccesso di emozioni in circolo. Si tratta del solito dilemma che vede nell’essere umano l’antica scissione cartesiana tra mente e corpo. È proprio la mancanza di una visione olistica da parte del medico che non consentirebbe a quest’ultimo di rapportarsi al paziente in modo più nobile e rispettoso piuttosto che a un semplice insieme di organi.

Sarebbe auspicabile allora cominciare a riumanizzare gli stessi dottori che, secondo quanto già studiato da Balint (1961), dovrebbero superare il falso convincimento che i pazienti si aspettano da loro una risposta a tutti i loro quesiti e affrontare il forte senso di impotenza che molto spesso crea la medicina ufficiale e la loro professione in genere.