Conflitti tra genitori, con o senza la separazione, influisce negativamente sulla psiche del figlio
Non è vero che la separazione dei genitori influisce negativamente sullo sviluppo psicologico dei figli. Un recente studio condotto da Donata Francescato, ordinario di Psicologia di Comunità presso La Sapienza, hanno smentito l’idea che i figli di coppie separate o divorziate fossero problematici. Del resto l’ipotesi iniziale è stata suffragata per lungo tempo da studi datati che prendevano in considerazione situazioni di disagio socioculturale o di ambienti familiari inadeguati.
Nelle ultime indagini, di contro, si è voluto verificare se effettivamente fosse la separazione dei genitori ad avere un’influenza negativa sui figli oppure il loro disaccordo che può essere presente anche quando padre e madre continuano a convivere. I risultati hanno dimostrato come i figli hanno spesso problemi emotivi e comportamentali quando i genitori si trovano in una situazione conflittuale a prescindere dal fatto che siano insieme o separati. Non è di per sé la separazione a essere nefasta per i figli quanto piuttosto il conflitto, la sua intensità e la sua durata. Tanto più i litigi si protraggono nel tempo tanto più i ragazzi appariranno depressi, impulsivi, iperattivi e con maggiori problemi sia a casa che a scuola. Quello che resta da stabilire è quando il livello di conflitto tra genitori diventa abbastanza elevato da causare danni ai figli tanto che sarebbe meglio separarsi.
È innegabile come, infatti, una dose di tensione sia non solo presente in ciascuna famiglia ma anche auspicabile tenendo conto, tra l’altro, che la distanza e la freddezza tra madre e padre creano, al pari di conflitti aperti, un clima molto inquieto in famiglia.
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