Per molti è ancora un tabù, altri non hanno tempo, altri ancora preferiscono che i loro figli s'informino tramite internet o gli amici: parlare di sesso nelle famiglie italiane nel 2010 non e' semplice. Anzi. In molti casi è un problema.
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A sostenerlo, Maurizio Bossi, medico e giornalista Rai che per mestiere ha scelto di divulgare la sessualità sul piccolo schermo. Senza mezzi termini, ai microfoni di Vita che Nasce, Bossi spiega come il 33 per cento dei giovani ad oggi apprenda le informazioni basilari sul sesso grazie al passaparola con gli amici che a loro volta le hanno ricevute da altri e così via. Una prassi che in molti casi alimenta paure immotivate e miti senza senso, come la questione della grandezza del pene, capaci di sedimentarsi negli anni nella psiche dei giovani.
"Oggi - sottolinea Bossi - è necessario trovare il tempo necessario per parlare di sesso con i propri figli, abbandonando videocassette illustrative e Dvd. Il segreto - prosegue - è condividere i problemi e i dubbi, senza creare un muro di diffidenza sull'argomento ma facendo capire che quelle relative alla sfera sessuale sono problematiche che tutti nella vita abbiamo affrontato e risolto".
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