È possibile recuperare una corretta attività sessuale dopo l’asportazione della prostata in seguito a un tumore? Vita che Nasce l’ha chiesto al professor Emmanuele Jannini, sessuolo ed endocrinologo, docente presso l’università degli studi dell’Aquila.
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“Questo tipo di tumore – spiega Jannini – è il più frequente negli uomini ed impatta in modo pesante sulla sfera sessuale del paziente”. Secondo Jannini, però, con le tecnologie attuali è possibile prevenire l’insorgenza del tumore e mettere in atto cure efficaci.
“In questo Paese – continua Jannini – si mettono troppe poche protesi, condannando di fatto molte persone ad un silenzio sessuale assoluto. La percezione errata riguarda la protesi, considerata come un fallimento, mentre il vero fallimento è il non fare l’amore. C’è poi un problema di ordine ormonale – aggiunge - troppe volte i pazienti curati per tumore della prostata vengono lasciati in una condizione di ipogonadismo. Negli Stati Uniti si sta pensando al trattamento con androgeni del paziente con ipogonadismo” , in modo da fargli recuperare una corretta attività sessuale. E sulla possibilità che questo tipo di cura possa contribuire ad una recrudescenza del tumore, Jannini conclude: “non esistono dati epidemiologici che confermino questa teoria”.
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