In Italia la prevenzione andrologica è stata a lungo trascurata andando a minare il potenziale di fertilità delle generazioni future. Nel mondo si registra un aumento preoccupante delle patologie della sfera riproduttiva e sessuale maschile, in buona parte legate a comportamenti scorretti o dannosi acquisiti già in età giovanile. Meno del 5% dei ragazzi sotto i vent’anni ha fatto una visita dall’andrologo, mentre più del 40% delle ragazze della medesima età sono state almeno una volta da un ginecologo.
Ad oggi, con il venir meno della visita di leva, in passato unica forma di screening su larga scala, non è prevista nessuna valutazione andrologica obbligatoria nei giovani. Sta quindi a ciascuno di noi prendersi cura della propria salute sessuale o di quella dei propri figli.Spesso molti problemi riguardanti la sfera sessuale e riproduttiva dell’uomo adulto si sviluppano proprio durante la prima infanzia o nell’età dello sviluppo.
Portare i propri figli dall'andrologo anche quando hanno raggiunto la maturità, può essere un utile modo per prevenire o intervenire in tempo su molte patologie, evitando conseguenze future negative ed a volte anche disastrose. Infatti, le patologie andrologiche più frequenti nel maschio hanno quasi sempre un peggioramento progressivo nel tempo. Ecco quindi l’importanza di diagnosticarle precocemente.
Cosa vuol dire dunque fare prevenzione in Andrologia? Per prima cosa individuare precocemente anomalie a livello dell’apparato genitale. Queste anomalie sono in grado di influenzare negativamente la fertilità e la sfera sessuale nell’età adulta. In secondo luogo, fare prevenzione significa avere informazioni corrette sulle malattie sessualmente trasmesse e sulle tecniche grazie alle quali è possibile prevenire il contagio.
Infine conoscere e quindi evitare quegli stili di vita che hanno effetti negativi sulla funzione dell’apparato riproduttivo.
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