Finalmente delineato l’identikit del maschio italiano che soffre di Eiaculazione Precoce. Contrariamente a quanto in genere si ritiene, chi soffre in Italia di questo diffuso problema non è solo il teenager o il single. Tutt'altro: è un uomo tra i 31 e i 40 anni ed è coinvolto in una relazione stabile o di lunga durata (il 76%). Il 46% soffre di eiaculazione precoce da sempre e il restante 54% ha acquisito i sintomi del disturbo, in media, da 9 anni. Ne soffre il 20% dei maschi adulti italiani tra i 18 e i 70 anni.
E' quanto emerge dalla “PE Confidential Survey”, un'ampia ricerca presentata in occasione del 25° Congresso EAU (European Association of Urology) che si è tenuto il 16 aprile scorso a Barcellona. L'indagine, condotta da GfK Eurisko, è il primo studio europeo sul disturbo. Ha riguardato un campione di 4.500 uomini e donne di 9 paesi europei: Italia, Spagna, Portogallo, Germania, Austria, Regno Unito, Francia, Finlandia e Svezia.
Sebbene sia più informata rispetto agli altri europei, e cerca un supporto informativo soprattutto dal Web (il 54%), la maggior parte dei maschi italiani ritiene ancora erroneamente che l'eiaculazione precoce di cui soffre sia solo un problema psicologico e non anche una condizione medica efficacemente affrontabile con nuovi specifici trattamenti farmacologici. Per questo solo il 28% ne ha parlato con un esperto.
Secondo "PE Confidential Survey", i maschi italiani con EP sono addirittura più preoccupati della propria partner, della soddisfazione sessuale e della stabilità della coppia (il 55% contro il 29% in Europa). Solo il 28% delle donne prova frustrazione per il problema del proprio uomo, mentre solo l'8% si sente in colpa.
"Il messaggio che si ricava da questa importante indagine è duplice: una soluzione farmacologica specifica, a base di dapoxetina, è oggi disponibile, e i medici sono ormai sempre più attrezzati per riconoscere le possibili cause di natura fisica del disturbo", commenta Emanuele Jannini, Coordinatore della Commissione Scientifica della SIAMS. "Ciò deve spingere sempre più i pazienti a rivolgersi con fiducia al medico. Perché no, aiutati dalle loro partner".
Questo convegno è stato un'importante occasione per discutere di un problema andrologico a lungo trascurato ma che colpisce un gran numero di uomini, e che per troppo tempo era un tabù parlarne sia per la persona che ne soffriva che per il medico.
Molti studi scientifici hanno permesso di avere un quadro più chiaro sia sulle possibili cause da indagare, sia soprattutto, come già successo per i problemi di erezione, con l’introduzione di una terapia specifica, la dapoxetina.
Non bisogna più provare imbarazzo nel rivolgersi ad uno specialista quando si soffre di eiaculazione precoce. Molto si può ormai fare e quindi ritrovare una gratificante vita sessuale.
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