Se il padre è infertile, il figlio è a rischio infertilità? Secondo le prime ed incomplete ricerche non sembra ci sia una correlazione. Il prof. F. Belva del Centro di Genetica di Bruxelles e il prof. R.C. Painter del Dipartimento di Ostetricia e ginecologia di Amsterdam hanno condotto una ricerca su 50 ragazzi nati da padri che presentavano problemi di fertilità, per valutare la trasmissibilità dei potenziali rischi di disfunzione testicolare seminale. In particolar modo lo studio verteva sull'analisi della presenza dell’inibina B nel siero di questi giovani come marker per la spermatogenesi.
I ricercatori hanno osservato un aumento significativo dei livelli di inibina B tra gli 8 e i 14 anni. In tre quarti dei ragazzi nati da ICSI l’ aumento nei livelli sierici di inibina B è di almeno il 30%. Ma intorno ai 14 anni per la maggior parte dei ragazzi nati da ICSI valori di inibina B tornano nella norma.
Il risultato di questo studio ha messo in evidenza che i livelli sierici di inibina B negli adolescenti figli di genitori con grave oligozoospermia non differiscono dalle concentrazioni presenti nei ragazzi nati dai padri senza grave oligozoospermia.
Si tratta del primo studio diretto ad analizzare questi aspetti. Infatti, sino ad ora non ci sono stati dati circa la funzione delle gonadi dei bambini nati dopo ICSI. Tuttavia, sono opportune ulteriori indagini in età adulta sulla spermatogenesi di questi adolescenti nati da ICSI per confermare una normale capacità riproduttiva.
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