
Sin dalla nascita l’apparato genitale maschile risulta formato e differenziato ma la sua completa funzionalità si raggiunge solo dopo la pubertà, cioè con il raggiungimento della maturità sessuale e riproduttiva. Durante la pubertà in seguito alla stimolazione ormonale da parte dell’ipofisi, le ghiandole sessuali maschili, i testicoli, cominciano a produrre gli ormoni ormoni
sessuali. Gli ormoni sessuali agiscono sul giovane determinando un complesso processo di trasformazioni, sia a carico dell’aspetto fisico ma soprattutto a carico della funzionalità dell’apparato riproduttivo.
All’interno dei testicoli, a livello dei tubuli seminiferi, si trovano vari tipi di cellule. Alcune cellule, dette interstiziali, che hanno una funzione endocrina e che producono gli ormoni sessuali maschili, di cui il più importante è il testosterone; altre cellule, chiamate germinali, da cui si generano gli spermatozoi, cioè le cellule deputate specificamente alla riproduzione; infine ve ne sono alcune, le cellule del Sertoli, che hanno una funzione nutritiva importante per la moltiplicazione stessa delle cellule germinali.
Nei tubuli seminiferi gli spermatozoi si formano in modo continuo, poi raggiungono l’epididimo, struttura che funziona come luogo di immagazzinamento e maturazione degli stessi, e successivamente attraverso un condotto, il dotto deferente, arrivano alle vescichette seminali. Nelle vescichette seminali gli spermatozoi si trovano immersi in un liquido prodotto sia dalle stesse vescichette seminali che dalla prostata.
Questo liquido è ricco di alcune sostanze con alto valore energetico, e fornisce il nutrimento agli spermatozoi e ne migliora la motilità. Gli spermatozoi ed il liquido seminale vengono prodotti nell’uomo dalla pubertà fino praticamente alla vecchiaia. Lo sperma contenuto nelle vescichette seminali, in seguito allo stimolo sessuale e alla contrazione di alcuni muscoli, percorre
il canale uretrale, attraverso il pene, e giunge all’esterno.
L’erezione ha origine da impulsi nervosi provenienti dal midollo spinale che attraverso dei nervi raggiungono il pene. Tali impulsi determinano la dilatazione delle arterie del pene con conseguente afflusso di sangue arterioso ad alta pressione nel tessuto spugnoso del pene. Il tessuto spugnoso del pene funziona come un sistema di contenitori, che in condizioni normali sono vuoti e che vengono riempiti e si dilatano ampiamente con l’afflusso di sangue, mentre il deflusso di sangue venoso è in parte impedito da un sistema a volvole.
Nel glande risiedono la maggior parte delle terminazioni nervose e quindi risulta la parte più sensibile e da cui partono più stimoli sensoriali. Tuttavia la stimolazione anche di altre aree della regione pubica, quali lo scroto o la regione circostante compresa tra scroto ed ano, possono generare impulsi per far aumentare lo stimolo sessuale.
Nell’eccitazione sessuale un ruolo importante viene svolto anche dagli stimoli psichici (stimolazione visiva, uditiva, pensieri e fantasie, ecc). L’eiaculazione rappresenta la fase conclusiva dell’atto sessuale. In questa fase l’eccitazione sessuale raggiunge la sua massima intensità ed è a questo punto che i centri riflessi spinali a livello lombare emettono impulsi ritmici che raggiungono gli organi genitali e la muscolatura pelvica producendo una serie di contrazioni e facendo iniziare prima l’emissione del liquido seminale a livello dell’uretra interna e a seguire l’eiaculazione, cioè la fuoriuscita dal meato uretrale dello sperma, ed quindi infine l’orgasmo.
| < Prec. | Succ. > |
|---|



Andrologia