“L'obesità può ridurre la fertilità maschile”. Questa correlazione tra peso corporeo e capacità fecondante degli spermatozoi è ormai divenuto quasi un assioma. Tuttavia non esistono evidenze scientifiche a riguardo. Per questo motivo è stato recentemente pubblicato uno studio che ha analizzato i lavori scientifici pubblicati sulle ricerche in merito all’argomento, allo scopo di cercare, qualora ci fosse, una relazione tra il BMI (indice di massa corporea) e quindi l’obesità, la qualità del liquido seminale, e gli esami ematochimici ormonali maschili per lo studio della fertilità.
L’analisi eseguita ha dimostrato che non esiste correlazione provata scientificamente tra l’aumento del BMI, e quindi una condizione di sovrappeso o obesità, e la riduzione della qualità del liquido seminale, intesa in termini di numero, concentrazione, forma e motilità degli spermatozoi. D’altro canto, però, appare significativa la relazione tra obesità e sovrappeso e le alterazione degli ormoni legati alla fertilità. In particolare negli obesi si riscontra una riduzione del testosterone, il più importante ormone maschile e della SHBG, la sua proteina trasportatrice, in favore di un aumento dell’estradiolo, un importante ormone femminile.
Da questo studio è possibile concludere che il sovrappeso e l’obesità, misurati secondo il valore del BMI, non sono relazionabili alla riduzione della qualità del liquido seminale ma che esiste invece una significativa correlazione con una alterazione del profilo ormonale riproduttivo maschile, e in particolare con la riduzione del testosterone.
Sono sicuramente necessari un maggior numero di studi scientifici per approfondire questo argomento. Tuttavia, in considerazione del grave impatto che un alto BMI ha sulla salute generale dell’individuo l’indicazione terapeutica, anche in caso di infertilità, deve comunque essere la perdita di peso e il mantenimento di una buona alimentazione e di un corretto stile di vita.
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