Sebbene il pene non sia un muscolo e non contenga ossa, a volte, per fortuna raramente, può andare in contro a frattura.
Si tratta di una rottura traumatica della tunica albuginea, foglietto fibroso che riveste i corpi cavernosi, le due strutture che danno forma al pene durante l’erezione. Questo tipo di lesione si verifica, il più delle volte, durante l’attività sessuale o durante la masturbazione. Può avvenire in qualunque posizione durante il rapporto sessuale e può essere legata a eccessive spinte coitali o ad una vigorosa masturbazione.
Purtroppo spesso si lascia passare troppo tempo dalla frattura alla visita medica per motivi di imbarazzo e, in alcuni casi, di ignoranza riguardo alla necessità di cure mediche urgenti.
Quando avviene la frattura del pene si avverte un forte dolore improvviso e generalmente si sente come uno scatto all’interno, seguito da una detumescenza immediata, cioè una perdita improvvisa dell’erezione. In seguito si verifica una tumefazione e una deformazione progressiva del pene.
La diagnosi nella maggioranza dei casi si basa interamente sui dati clinici. Alcuni esami, come la cavernosografia, l’ecografia e anche la risonanza magnetica, possono, tuttavia, essere utilizzati allo scopo di mettere in evidenza il tipo e la zona della rottura, permettendo così un approccio chirurgico più preciso e mirato.
Le possibili conseguenze delle fratture del pene sono la comparsa di problemi di erezione, di una curvatura peniena anche molto accentuata, di dolore durante l'erezione e i rapporti sessuali e di una tumefazione. La prognosi e quindi la guarigione dopo una frattura peniena è eccellente se viene eseguita una riparazione chirurgica immediata.
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