Normalmente all’interno dello scroto, per difendere i testicoli da traumi esterni, viene prodotta una sottile quantità di un liquido chiaro e trasparente. Un accumulo patologico di questo liquido, che comporta un evidente aumento di volume della sacca scrotale, e, nei casi più gravi, la dislocazione e compressione del testicolo, è definito idrocele.
Tre sono i principali motivi per cui può succedere questo:
- su base congenita: un idrocele presente alla nascita e dovuto alla mancata chiusura di una struttura anatomica, il dotto peritoneo-vaginale, con conseguente passaggio nello scroto del liquido normalmente prese
nte in addome; - su base reattiva o secondario: in seguito a processi irritativi o traumatici a carico del testicolo, si ha una reazione infiammatoria che comporta un aumento della formazione di liquido intorno al testicolo
- idiopatico: può insorgere senza causa apparente e in assenza di lesioni delle strutture del testicolo, in individui che godono per il resto di buona salute.
In genere l’idrocele secondario insorge acutamente, mentre la forma idiopatica più lentamente. Il sintomo principale è un rigonfiamento di uno o entrambi i lati dello scroto, non dolente nel caso di idrocele idiopatico, doloroso e improvviso in caso di idrocele infiammatorio. L'ecografia testicolare è fondamentale per confermarne la diagnosi.
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