
A causa della loro posizione, i testicoli sono frequentemente oggetto di traumi, anche se raramente subiscono danni gravi, grazie alla mobilità dello scroto, la sacca che li contiene.
I traumi si possono dividere in tre categorie:
1. da urto (come un pugno o un calcio o una pallonata);
2. penetranti (da arma da taglio o proiettile);
3. da strappamento (tra i lavoratori dell’industria e i braccianti, quando gli indumenti vengono intrappolati nei macchinari).
I trami da urto sono logicamente i più frequenti e spesso i meno gravi. La spostamento dei testicoli dalla loro normale posizione è raro ma può verificarsi a seguito di un colpo. La maggior parte di questi casi sono causati da incidenti, soprattutto motociclistici, ed in un terzo dei casi sono coinvolti entrambi i testicoli.L’obiettivo principale dell’intervento che segue il trauma è quello di prevenire danni più gravi e cercare di preservare la fertilità del paziente.

Bisogna anche ricordare che in soggetti predisposti, i quali presentano testicoli ipermobili o “in ascensore”, cioè che tendono facilmente a risalire nel canale inguinale e così scomparire dallo scroto, si può verificare la torsione del funicolo spermatico sul proprio asse, che ha come risultato l’ostruzione venosa ed arteriosa. Questa può causare danni importanti al testicolo e alla fertilità. Il trauma si presenta con dolore acuto e improvviso e con il testicolo richiamato verso l’alto a livello inguinale e gonfiore scrotale.
Anche gli altri tipi di trauma testicolare provocano anzitutto dolore, spesso con nausea e vomito. Il testicolo colpito si presenta gonfio e di consistenza ridotta, con un ematoma visibile. Possono inoltre essere presenti lividi nelle zone circostanti.
La prima cosa da fare in caso di incidenti di qualsiasi tipo che provochino danno ad uno o ad entrambi i testicoli è rivolgersi ad un pronto soccorso, specialmente se al dolore si associa nausea o vomito, o se il dolore o il gonfiore persistono.
Indagine fondamentale è l’ecocolordoppler testicolare per valutare la gravità della situazione o ancora se avvalersi di indagini ancora più approfondite come la Risonanza Magnetica.
Nei casi più lievi il medico effettuerà le medicazioni del caso e prescriverà un controllo a distanza di tempo per stabilire se effettivamente non ci siano conseguenze sulla fertilità del paziente. Nei casi più gravi è possibile che sia necessario l’intervento di un chirurgo per un’eventuale ricollocazione o, infine, nei soli casi di rottura completa o trauma da avulsione, una sostituzione protesica.
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