Avrebbe dovuto sedersi sui banchi di scuola e invece era in ospedale a partorire. Per la seconda volta in pochi giorni, in Puglia, una bambina appena di quattordici anni ha dato alla luce un neonato. Il padre non è molto più grande della madre, sedici anni appena. Il parto è avvenuto il 19 dicembre scorso nell'ospedale di Monopoli, un paio di giorni prima che ad Acquaviva delle Fonti (Bari) un'altra tredicenne di Cassano delle Murge partorisse una bambina. Anche in quell’occasione, il giovane padre aveva appena sedici anni.
A far partorire l’ultima baby-mamma è stato lo stesso ginecologo che quattordici anni prima l’aveva fatta nascere. Secondo quanto si è appreso, la bambina non aveva avuto sentore del suo stato interessante, portato avanti almeno fino all’ottavo mese, quando la madre, insospettita dal mancato ciclo mestruale della figlia, ha deciso di sottoporla ad alcuni controlli. Il bambino nato dai due giovani genitori è in buona salute e pesa 3,4 chili.
I medici hanno sottolineato “l’aspetto familiare” della vicenda “con mamme meravigliose che hanno accolto bene il piccolo”. Dato il clamore mediatico suscitato dalla vicenda, però, i genitori della ragazza hanno avvisato la direzione scolastica di voler “aspettare che sfumi l'interesse della stampa, e soprattutto delle televisioni” nei confronti della figlia, prima di farla tornare in classe.
Diversa, invece, la vicenda dell’altra bambina che ha partorito con un cesareo all’ospedale "Miulli" di Acquaviva delle Fonti. I genitori e il tribunale dei minori, infatti, hanno tenuto nel massimo riserbo l’identità della bambina, tanto che neanche Maria Pia di Medio, sindaco di Cassano delle Murge, conosce le generalità della baby-mamma: "Siamo pronti a dare una mano – ha detto il primo cittadino – se qualcuno si rivolgerà ai nostri servizi sociali, il Comune darà tutto l'aiuto possibile alla tredicenne che ha partorito. Non sappiamo nulla della vicenda – ha aggiunto - perché nessuno ha contattato i servizi sociali. Non sappiamo chi sia la ragazzina né il papà della neonata. Se i genitori dei due minorenni decideranno di chiedere il nostro intervento – ha concluso – valuteremo i bisogni della famiglia e decideremo come intervenire: in questi casi si può ipotizzare un sostentamento mensile, a prescindere da quanto previsto dall’intervento statale. Siamo sempre aperti e disponibili a tutti coloro che ci chiedono aiuto e siamo pronti a dare tutto l’aiuto possibile".
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