Cinquant'anni e non li dimostra, mezzo secolo di Pillola

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Lunedì 03 Maggio 2010 00:00 Scritto da Paolo Ribichini
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pillolaLa Pillola compie 50 anni. Il farmaco anticoncezionale esiste da mezzo secolo e ha contribuito a modificare i costumi sessuali e riproduttivi dei paesi occidentali. In Italia la legge ha permesso la sua commercializzazione solo dal 1971 quando fu abrogato l'articolo 553 del codice penale che vietava qualsiasi pratica contro la procreazione. La vera diffusione arrivò solo 4 anni dopo quando furono aperti i primi consultori pubblici in cui venivano date informazioni e prescrizioni contraccettive gratuite a tutte le donne.

Il contesto sociale nel quale la pillola veniva introdotta in Italia era pregno di  contestazioni, lotte femministe e estremizzazioni politiche. L'Italia stava cambiando e forse la pillola ha contribuito a chiudere un periodo di transizione culturale. La pillola arrivò nel nostro paese proprio quando le donne stavano prendendo coscienza della propria libertà, inclusa quella sessuale.

Così le figlie iniziarono a nascondere dietro armadi o dentro le scarpe le scatole di pillole, per paura di essere scoperte dai genitori e per evitare quello che ancora negli anni settanta poteva essere definito uno scandalo. Nel 1968, quando ancora la pillola non era stata introdotta in Italia, Paolo VI con quattro righe della sua enciclica Humanae Vitae bocciava il “vergognoso farmaco”, perché questo farmaco scindeva definitivamente l'atto sessuale dall'atto procreativo. La Chiesa avviò una serie di corsi per donne cattoliche necessariamente sposate, per evitare gravidanze indesiderate con metodi naturali. Il metodo più insegnato era quello inventato dai coniugi Billings, australiani e cattolicissimi. Consiste nella misurazione della consistenza del muco cervicale per capire se si è in un periodo fecondo o meno. Tuttavia, nessun altro metodo garantiva l'affidabilità della pillola.

Oggi, di fronte alle polemiche per uso di altre e più drastiche pillole, quella anticoncezionale ha perso la sua centralità nel dibattito etico. Tuttavia, in Italia solo il 20% delle donne in età riproduttiva utilizza questo metodo anche se la comunità scientifica ritiene che l'utilizzo corretto della pillola sia il più efficace metodo contraccettivo esistente, il cui uso può essere protratto anche molto a lungo senza seri rischi.

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