Giornata mondiale contro l’Aids: l’Hiv compie 100 anni ma pochi fondi per farmaci e ricerca

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Lunedì 06 Dicembre 2010 00:00 Scritto da Emilio Torsello
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HIV_AIDSProprio mentre il mondo celebra la Giornata mondiale contro l’Hiv, l’Aids compie cent’anni. Secondo una ricerca condotta da alcuni studiosi della Case Western Reserve University di Cleveland, Ohio, e pubblicata su Lancet Infectious Diseases – una mappa aggiornata dei contagi nel mondo – le prime infezioni dagli scimpanzé si ebbero all’inizio del Novecento e ad oggi si contano almeno 48 sottoforme del virus Hiv-1.

I ricercatori hanno poi datato la comparsa di ceppi, gruppi e sottotipi: «l'uso degli "orologi molecolari" (cioè la datazione dei virus mediante costruzione di alberi genetici evolutivi) ha permesso di stimare l'età degli antenati comuni dei gruppi M, O, e N di HIV-1 nell'Africa centrale: rispettivamente 1908 circa (1884-1924), 1920 (1890-1940), 1963 (1948-77)». L’Hiv si è poi diffuso nel mondo a causa dei comportamenti umani “a rischio” come i rapporti sessuali non protetti o lo scambio di siringhe tra tossicodipendenti. Secondo lo studio, inoltre, tra gli anni Sessanta e Settanta, il virus ha iniziato a “colonizzare” l’Africa, seguendo l’inurbamento che dai villaggi portava migliaia di persone nelle città. In posti come i Caraibi, invece, è bastato un singolo “fondatore”, un individuo giunto da fuori, per avviare il contagio.

In un panorama così variegato dal punto di vista virologico, la ricerca e la prevenzione sono fondamentali. Eppure, proprio sul fronte farmacologico è giunto nei giorni scorsi l’allarme di Medici senza Frontiere (Msf): «Il prezzo delle nuove medicine di cui abbiamo bisogno rischia di impennarsi, perché i donatori stanno facendo un passo indietro nei loro impegni per l'espansione delle cure contro l'Aids - spiega Gilles van Cutsem, coordinatore di Msf per il Sudafrica e Lesotho -. Come medici che lottano per curare i sieropositivi, ci sentiamo con le mani legate. Le prove a sostegno di quanto va fatto per ribaltare la situazione – prosegue - stanno aumentando ma ora che le nuove indicazioni di cura ci danno una speranza, i fondi che i Paesi donatori stanziano per l'Aids sono stagnanti».

Secondo la denuncia di Msf, inoltre, il Fondo per la lotta all’Hiv, alla tubercolosi e alla malaria ha ricevuto quest’anno «solamente 11.700.000 dollari di finanziamenti, invece dei 20 milioni di cui avrebbe bisogno, mentre i Paesi ricchi agiscono per favorire le aziende farmaceutiche che producono prodotti sotto brevetto, limitando l'accesso ai farmaci generici e facendone aumentare i prezzi». I Paesi ricchi, dichiara Tido von Schoen-Angerer, direttore della campagna di Msf per l'accesso ai farmaci essenziali, «mettono in pericolo la possibilità di curare le persone sieropositive». È il mondo a due velocità: da un lato si promette, dall’altro si rimanda. O peggio: si abbandona.

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