La politica del figlio unico in Cina sembra essere arrivata al capolinea anche nelle grandi metropoli del gigante orientale. Multa ridotta per gli abitanti di Pechino che denunceranno, prima dell'inizio del censimento previsto il 1 novembre, il secondo figlio. L'ammenda verrà ridotta per assicurare, secondo il governo locale, una raccolta più accurata di dati nel censimento nazionale della popolazione. Fino ad oggi la sanzione per la nascita di altri figli oltre al primo corrisponde a circa 3mila euro per un abitante di Pechino e di poco più di mille per uno delle campagne.
Ma al di là del censimento, è oramai chiaro che questa politica di controllo delle nascite si sta rivelando controproducente. Dopo aver indirettamente costretto i contadini ad abortire o addirittura ad uccidere le figlie femmine (meno capaci fisicamente nel lavoro della terra), oggi questa politica dimostra tutti i suoi limite e le distorsioni che ha prodotto. Ci sono, soprattutto nelle campagne, poche donne under 35, rispetto agli uomini. Inoltre, la popolazione sta invecchiando rapidamente e la manodopera inizia a scarseggiare.
Così, lo scorso anno l'amministrazione di Shanghai ha deciso di intervenire lanciando un nuovo slogan: "due genitori, due figli". Così il governo cittadino anticipa un ripensamento generale delle regole sulla natalità nella nazione più popolosa del pianeta.
Ufficialmente il comune di Shanghai non ha compiuto uno strappo rispetto alla politica demografica nazionale, ma questa campagna, spiegano fonti ufficiali, vuole sensibilizzare la popolazione rispetto alle numerose eccezioni che la legge demografica consente. Quando due sposi sono entrambi figli unici, possono avere due figli, in modo da riportare al centro la bilancia demografica, senza incidere, quindi, sul tasso di crescita della popolazione. Infatti, il tasso di sostituzione (cioè il rapporto tra nati e morti) è pari a 2,1 figli per coppia.
Sia la decisione presa a Pechino sia quella presa a Shanghai potrebbero preludere ad una revisione più generale delle regole, chiesta a gran voce dalla stragrande maggioranza economisti e demografi cinesi, per gli effetti perversi che la denatalità sta producendo. A Shanghai su 15 milioni di residenti, gli over 60 sono più di tre milioni, il 21,6%. Entro dieci anni saranno oltre un terzo. La più popolosa metropoli cinese vive in anticipo quello che diventerà l'incubo di tutta la Cina: entro il 2050 nell'intera Repubblica Popolare solo il 61% della popolazione adulta parteciperà alla produzione nazionale. Questo significa che ogni pensionato sarà mantenuto da un lavoratore e mezzo. ci saranno solo 1,6 adulti in età lavorativa per mantenere ogni pensionato.
La politica del figlio unico venne introdotta in modo organico dopo pochi anni dalla morte di Mao Zedong. Nel 1979 fu attuata con una legge che vietava alle donne di avere più di un figlio. Per chi trasgrediva c'era la galera. La legge fu poi modificata negli anni novanta e l'arresto fu commutato in una pesante multa.
Negli anni ottanta questa legge era considerata fondamentale per arrestare una crescita demografica impressionante. In epoca maoista il paese aveva visto un incremento annuale di quasi 30 milioni di persone. Secondo i dati ufficiali, oggi la Cina è popolata da 1,3 miliardi di persone, ma si stima che almeno un altro mezzo miliardo di persone non sia registrato all'anagrafe anche per colpa di questa legge.
| < Prec. | Succ. > |
|---|



Andrologia