Lui italiano, lei romena. Lei bianca, lui nero. Nella società italiana sempre più globalizzata e multi-etnica crescono le coppie miste. Si tratta di relazioni sentimentali in cui un membro della coppia è italiano e l'altro straniero. I dati disegnano uno scenario in continua evoluzione: secondo l'Istat, tra il 1997 e il 2007 le nozze civili o religiose tra stranieri e italiani sono triplicate, tanto che oggi in Italia vivono circa 600mila coppie miste sposate o conviventi. E pensare che nel 1991 se ne contavano soltanto 65mila.
Secondo i dati Censis, nel 2008 le nozze tra un italiano e uno straniero sono arrivate a quota 24.020 (19.029 con sposo italiano, 4.991 con sposa italiana): il 9,8% del totale dei matrimoni registrati. Superano per numero i matrimoni tra due stranieri che oggi rappresentano il 4,2% del totale, pari a 10.376 coppie.
Il fenomeno interessa soprattutto le regioni settentrionali. Più numerose le spose immigrate rispetto agli sposi stranieri: gli uomini scelgono di legarsi a filippine, romene e albanesi, mentre le donne italiane preferiscono gli africani: senegalesi, marocchini e tunisini. Le nozze tra islamici e cristiani è però un fenomeno ancora piuttosto limitato, rappresentando il 10% del totale. In questi casi, è quasi sempre il marito a essere straniero e la moglie italiana, sposati con rito civile, lui più giovane e istruito di lei. In questo caso le difficoltà riguardano le distanze culturali nell'intendere il concetto di famiglia e di educazione dei figli. Spesso i contrasti nascono dall'ignoranza. Non si conoscono gli aspetti culturali del paese d'origine del coniuge, della sua storia e della storia della sua famiglia. A riguardo, anche la Cei, nelle disposizioni pubblicate nel 2005, sconsigliava di istituire coppie miste, soprattutto tra cattolici e mussulmani.
Se le difficoltà interne alla coppia sono evidenti, non mancano le problematiche esterne. Le coppie miste non vengono ben accettate dal tessuto sociale in cui desiderano inserirsi. Le prime difficoltà emergono anche “al momento della presentazione ai genitori del proprio compagno”, come sostiene la sociologa Barbara Ghiringhelli, coordinatrice del Consultorio per famiglie inter-etniche del Centro ambrosiano di documentazione per le religioni di Milano. “Inoltre, quasi tutte le coppie più giovani, hanno denunciato problemi a mantenere la rete di amicizie del partner italiano: il nuovo compagno straniero difficilmente viene accolto dalla vecchia compagnia”.
Per questo, almeno 8 matrimoni misti su 10 non resistono alle crisi. Un dato che stride con quello dei matrimoni tra connazionali (5 su 10). Secondo l'Istat, una coppia con almeno un coniuge straniero dura 13 anni a Lecce, 7 a Milano, 5 ad Ancona; in media, 9 anni, contro i 14 degli italiani.
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