Tempi duri per la famiglia. In attesa di vedere gli effetti del quoziente familiare, quest'anno poco più di una coppia su tre è riuscita a mettere da parte qualcosa e ben una su quattro si è dovuta indebitare. E' la fotografia scattata dall'indagine Acri-Ipsos realizzata in occasione della 86esima Giornata Mondiale del Risparmio.
Anche il tenore di vita ormai non cresce più. Solo il 6% delle famiglie è riuscita nell'ultimo anno a migliorare la propria condizione, mentre aumenta il numero di quelle che 'galleggiano', cioè di quelle che non hanno risparmiato e che, allo stesso tempo, non hanno attinto ai propri risparmi e pensano di fare lo stesso l'anno prossimo. Le categorie più a rischio sono gli operai e gli insegnanti.
L'83% delle famiglie percepisce la crisi come grave e il 69% si aspetta che non se ne potrà uscire prima di 4 anni. La consapevolezza della crisi si sta consolidando se si pensa che solo un anno fa “solo” il 78% era convinto della sua gravità.
Nonostante ciò, non tutti i dati sono univoci. Aumenta il numero delle famiglie che dichiarano di essere soddisfatte della propria situazione economica: si passa dal 54% al 56% (nel 2007 e nel 2008 erano il 51%). Nel Nord Est, particolarmente colpito dalla crisi, vi è addirittura un aumento del 9% dal 2009. Tuttavia, il 23% delle famiglie italiane dichiara di essere stato colpito dalla crisi ed è particolarmente pessimista sulla propria situazione economica. È forse indice che la crisi non è stata e non sarà uguale per tutti.
Se il numero delle famiglie che vede migliorare la propria condizione diminuisce, è costante invece il numero di quelle che ritengono peggiorato il proprio tenore di vita: il 18% (era il 19% nel 2009). Le famiglie che sono riuscite a risparmiare sono poco più di un terzo (il 36%, erano il 37% nel 2009). E sono soprattutto al Nord (Nord Est 45%, Nord Ovest 41%). In maggiore difficoltà le famiglie del Sud (il 30%) e soprattutto quelle del Centro, dove i nuclei che riescono a risparmiare sono diminuiti al 32% dal 39% del 2009. E per quelle poche famiglie che riescono a risparmiare, l'unico investimento ritenuto affidabile rimane il mattone.
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