Una coppia su tre si separa. Secondo i dati più aggiornati del ministero della Giustizia, relativi al primo semestre 2009, la maggior parte delle separazioni sono consensuali.
Nei tribunali gran parte dell'attività è ormai dedicata al diritto di famiglia tanto che sarebbe auspicabile l’istituzione di Tribunali specializzati in questa materia. Per questo, in commissione Giustizia alla Camera è allo studio il disegno di legge che ha l’obiettivo di ridurre il tempo necessario per poter chiedere il divorzio dopo aver effettuato la separazione.
Il testo dovrebbe essere composto da due soli articoli e dovrebbe comportare notevoli effetti sulla vita di molte persone. La durata potrebbe essere ridotta a due anni per le coppie con figli minori ed a un anno per gli altri casi.
La riduzione dei tempi del divorzio va vista con favore in quanto prende atto del fatto che raramente il termine di tre anni, attualmente obbligatorio, è stato utilizzato dai coniugi come un momento di riflessione sul loro stato, e difficilmente ha portato ad una riconciliazione della famiglia.
Troppo spesso, invece, quel lasso di tempo è stato fonte di ulteriori conflitti tra i coniugi in quanto incide sul regime patrimoniale di quella che era una coppia e sulla possibilità per ciascuno di loro di rifarsi una nuova vita.
Il vero momento in cui la coppia può e deve essere aiutata a riflettere ed a evitare la separazione,, o quanto meno a preferire la separazione consensuale, è il momento della crisi ovvero il momento che precede la separazione stessa. Purtroppo, proprio in quel preciso momento la coppia viene lasciata sola ad affrontare un vero e proprio dramma.
Il legislatore e la società tutta dovrebbero farsi carico di quello che sta diventando un fenomeno devastante appunto la crisi di coppia che comporta costi sociali e mina la crescita di migliaia di minori che, soli, devono affrontare il primo tsunami della loro piccola vita.
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