Un'Italia sempre più vecchia. Ecco la fotografia del Belpaese tra 20 anni secondo il Censis. Nel giro di due decadi, sulla Penisola ci saranno più di un milione di giovani in meno. Quelli 18-34 anni diminuiranno con un forte calo nel prossimo decennio: passeranno dai 12 milioni del 2010 ai 10 milioni nel 2030.
I giovani conteranno di meno in un'Italia più anziana. Infatti, se andiamo a guardare le percentuali della loro incidenza sulla popolazione complessiva, vedremo che dal 20% scenderanno al 17,4%. I bambini fino a 14 anni passeranno dal 14% di oggi al 12,9%. Allo stesso tempo gli over 65 anni aumenteranno dagli attuali 12 ai 16 milioni e mezzo nel 2030, con un incremento del 34,6%, e rappresenteranno il 26,5% della popolazione italiana.
Gli ultraottantenni aumenteranno di 1 milione 940 mila, con un incremento percentuale del 55%, arrivando a 5 milioni e mezzo. Nella Penisola l’8,8% della popolazione complessiva avrà più di 80 anni (oggi sono il 5,8%). L’età media di un italiano da 40,9 anni nel 2000 raggiungerà i 47 anni nel 2030. Le donne, inoltre, partoriranno sempre più tardi: l'età media al primo figlio salirà a 32,6 anni.
L'Italia resterà un paese popoloso e demograficamente consistente, ma saranno più evidenti le differenze sul piano demografico con i principali paesi europei. Francia e Regno Unito vedranno aumentare la loro popolazione, superando abbondantemente l'Italia. Solo rispetto alla Germania il nostro Paese riuscirà a guadagnare a causa di una tendenziale riduzione della popolazione tedesca. Tuttavia, il dato più allarmante, soprattutto in confronto con gli altri paesi europei, riguarderà l'età media degli italiani. Gli abitanti del Belpaese continueranno a essere i più vecchi: nel 2030 la quota di over 65 nel Regno Unito sarà limitata al 20,5%, al 22,1% in Spagna, al 23,2% in Francia. Mentre in Europa la quota dei giovani (18-34 anni) sarà superiore a quella italiana di circa 3 punti percentuali.
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