Tra gli attori di film pornografici le infezioni sessualmente trasmesse sono dilaganti. Da un’indagine effettuata dal Department of Public Health della Los Angeles County risulta che ogni anno aD un quarto di questi performer vengono diagnosticate diverse malattie di questo tipo.
I tassi di contagio di infezioni quali la clamydia e la gonorrea sono, tra i professionisti di questo settore, sette volte più alti rispetto a quelli riscontrati nella popolazione in generale. Fino ai tardi anni 1990 l’industria del cinema a luci rosse non era regolamentata in alcun modo. Dopo che alcune attrici contrassero sul set il virus dell’Hiv e citarono in giudizio le case produttrici per le quali avevano lavorato, l’industria stessa creò la Adult Industry Medical Healthcare Foundation, un’associazione incaricata di offrire supporto ai lavoratori di questo settore sia per esigenze psicologiche che per necessità di cure fisiche, sottoponendoli mensilmente ai test delle malattie sessualmente trasmissibili.
Michael Weinstein, presidente della AIDS Healthcare Foundation, ha dichiarato però che “I test fungono da foglia di fico per i produttori, che li suggeriscono come ragionevoli sostituti del condom. In realtà non lo sono: la sifilide e la gonorrea creano notevoli rischi per la salute non solo degli attori, ma dell’intera comunità”.
Di recente Bill Rosendhal, membro del consiglio comunale della città di Los Angeles ha dichiarato che “Non si può continuare a nascondere la testa sotto la sabbia: queste persone dovrebbero usare il preservativo!”. Da qui la proposta di obbligare l'uso di condom nella produzione di questi film.
La legge cittadina sarebbe la prima ad imporre degli standard di sicurezza specifici per l’industria del cinema pornografico, che si è sempre autoregolamentata, ma non è sicuro che l’amministrazione cittadina abbia poteri legislativi in relazione alla salute pubblica.
I filmmakers, ovviamente, rifiutano ogni forma di restrizione, sostenendo che l’uso del condom da parte degli attori porno comporti un crollo delle vendite. L’industria del cinema hard, tra l’altro, crea un traffico di denaro pari a circa 13 miliardi di dollari ogni anno. Traffico che si trasferirebbe altrove se la Los Angeles County promulgasse questa legge.
Resta solo da capire, a questo punto, quale aspetto sarà preponderante tra quello sanitario e quello finanziario.
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