La cinese Amy Chua, docente presso la Law School dell'Università di Yale, è autrice di “Battle Hymn of the Tiger Mother ”(Inno di battaglia della madre tigre), un libro molto discusso in cui propone un metodo educativo severissimo, da lei praticato, che sembrerebbe essere alla base del successo dei giovani cinesi.
Le connazionali dell’autrice sarebbero, nel ruolo di madri, agli antipodi rispetto alle italiane: al “totem” nostrano della chioccia, corrisponde quello cinese della tigre. Infatti, i capisaldi dell’educazione dei giovani cinesi sarebbero la disciplina, l’inflessibilità e l’inclemenza.
Il libro è una cronaca degli anni in cui la Chua ha cresciuto le sue due figlie, Sophia e Louisa. Alle due bambine è stato proibito, tra le altre cose, di giocare con i coetanei, di dormire fuori casa e di scegliere quali attività extra-scolastiche avrebbero praticato, obbligandole, anche con minacce, ad eccellere in ogni ambito. La madre-tigre, per spingere le figlie a superare ogni loro limite, non ha poi risparmiato loro diversi epiteti umilianti, definendole di volta in volta “indolenti”, “vigliacche”, “smidollate” o “patetiche”. Anche quando Jed, il padre delle ragazze, ha cercato di smorzare i toni accesi di Amy, lei si è difesa affermando che quelli che lui chiamava insulti erano degli strumenti validi per inculcare alle figliolette la motivazione a crescere e migliorarsi sempre di più: la madre tigre è disposta a sentirsi odiata, ma per amore dei figli non rinuncia al suo metodo.
Il libro termina con la descrizione di una sorta di “retromarcia”, che è avvenuta nel momento in cui la minore delle sue due figlie adolescenti ha rifiutato di continuare ad accettare questa forma di "genitorialità estrema".
L’autrice ha dichiarato che la sua narrazione voleva essere ironica e autoironica: "Mi ritengo molto divertente: quasi ottusa". In realtà la sua teoria è originata dalla chiara differenza tra i ragazzini iperprotetti dei “quartieri alti” e i cosiddetti Most Valuable Players che giocano nelle squadre di calcio di periferia e sanno ben fronteggiare ogni difficoltà, non solo nello sport.
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