In Italia peggiora la condizione dellle mamme e dei bambini. A dirlo è la classifica mondiale stilata dall’Indice delle Madri di Save the Children secondo cui il nostro Paese scivola dal diciassettesimo al ventunesimo posto tra gli stati industrializzati.
Il motivo principale di questa perdita di posizione, secondo il dossier, sarebbe da ricercare nel ruolo della donna all’interno della società italiana, capace di influire sul complesso della qualità di vita di madri e bambini: i parametri italiani in questo senso risulterebbero scarsi rispetto agli altri stati industrializzati, soprattutto per quanto riguarda la presenza femminile in Parlamento, l’accesso l’istruzione, i servizi per la salute e la maternità e il ricorso alla contraccezione. Ad essere in difficoltà, insomma, sono le quote rosa.
L’Indice sottolinea inoltre come l’Italia per alcuni indicatori risulti addirittura al di sotto di alcuni Paesi in via di Sviluppo, come ad esempio nel campo della contraccezione: nel nostro Paese solo il 41% delle donne usa un contraccettivo: poche se confrontate all’82% della Norvegia, ma anche se messe a paragone con il 42% del Botswana, il 58% dello Zimbawe e dell’Egitto e il 52% della Tunisia.
Il problema, dunque, è soprattutto sul fronte della sensibilizzazione: molte donne non si informano – nonostante internet e un complesso di media molto più ampio che non in passato - e subiscono passivamente certi comportamenti normalmente “a rischio”. Una condizione che va in parallelo con una superficialità endemica dovuta a una mancata formazione sessuale nelle scuole nostrane.
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