Matrimoni misti, arriva il divorzio europeo

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Lunedì 14 Giugno 2010 00:00 Scritto da Paolo Ribichini
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Matrimoni misti, arriva il divorzio europeo | Coppia e Società

matrimonio-mistoNuove più semplici regole e più tutele per il divorzio di coppie formate da coniugi di nazionalità diversa. Lo ha decretato il Consiglio della Ue e vale per 14 stati dell'Unione europea. Si tratta infatti della prima cooperazione rafforzata della storia dell'Ue, una nuovaprocedura resa possibile dall'entrata in vigore del Trattato di Lisbona.

Dei 122 milioni di matrimoni registrati nell'Ue, circa 16 milioni, pari al 13%, sono composti da marito e moglie con passaporto diverso, o che vivono in paesi diversi. Soprattutto per queste coppie, i problemi cominciano quando l'amore finisce.

Non sono poche le coppie miste che decidono di divorziare. Ogni anno nell'Unione 140mila coppie di nazionalità diversa divorziano. Quale legge applicare allora, e come tutelare gli interessi del coniuge più 'debole' evitando quello che molti chiamano il 'turismo giudiziario'?

Il Consiglio della Ue ha deciso che la coppia può scegliere quale legislazione applicare, purché sia legata alla nazionalità di uno dei due partner o al paese nel quale la coppia risiede. Tuttavia, se dovesse mancare l'accordo tra i partner, saranno i giudici a decidere in base ad una serie di parametri uguali per tutti i 14 stati membri dell'Ue (Francia, Spagna, Germania, Austria, Lussemburgo, Ungheria, Romania, Bulgaria, Slovenia, Belgio, Lettonia, Malta, Portogallo ed Italia). In questo modo il coniuge più 'forte' non avrà più modo di ricorrere alla giustizia del paese che abbia leggi favorevoli alla sua posizione

Per esempio, una coppia lituano-svedese residente in Italia potrà chiedere all'autorità giurisdizionale italiana di applicare la legge lituana o svedese oppure quella italiana. Attualmente, invece, il coniuge che puo' permettersi di sostenerne le spese puo' 'correre in tribunale' in un altro paese dove la legge tutela i suoi interessi a scapito di quelli dell'ex. Con le nuove norme che prevedono una casistica precisa, invece, si impedisce il 'turismo giudiziario', garantendo l'applicazione della legge del paese in cui il coniuge si rivolge al giudice o in cui aveva l'ultima residenza con il partner, o ancora del paese in cui entrambi i coniugi provengono.

Per diventare esecutiva, la normativa europea dovrà trovare il voto del Parlamento europeo ma, salvo soprese, sarà un voto scontato che arriverà in una delle prossime sedute plenarie a Strasburgo.

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