Viagra, steroidi e vari farmaci. Come in un vero e proprio bazar sul web è possibile acquistare qualsiasi farmaco o integratore, mettendo a rischio la propria salute. Alla lista classica di prodotti che mantengono l'erezione a lungo o ingigantiscono la muscolatura, si aggiungono negli ultimi anni anche farmaci per la stimolazione della fertilità femminile. Se alcuni prodotti in farmacia sono piuttosto costosi, qualcuno pensa di trovare una scorciatoia low cost, acquistandoli sul web. Ed ora in alcuni paesi dell'Unione europea sono intervenute le autorità competenti.In Spagna, per esempio, l'Agenzia nazionale per il farmaco ha censito nell'ultimo anno quasi 80 siti. Secondo El Pais, il fenomeno coinvolge migliaia di donne, in particolare quelle che faticano a rimanere incinte e che cercano di risparmiare sui farmaci per il trattamento. L'Agenzia nazionale spagnola ha dovuto diramare un comunicato nel quale ribadiva che acquistare o vendere farmaci online è illegale e che, soprattutto nel caso di quelli impiegati nella medicina della riproduzione, ci sono margini di rischio piuttosto elevanti. Infatti, questa tipologia spesso richiede particolari modalità di conservazione e dunque chi li acquista online non ha alcuna garanzia sull'affidabilità di chi li vende.
In Italia, oltre alla vendita di farmaci online si sta affermando lo scambio di medicinali. I siti dedicati (generalmente forum) sono pieni di annunci di donne che sono riuscite ad avere il proprio figlio e donano (più raramente vendono) i farmaci eccedenti, precedentemente acquistati. Così, non è difficile trovare su vari siti annunci di questo tipo: “Cerco Gonal”, “Vendo Gonal”, “Regalo una scatola di Meropur, “Cerco Decapeptyl e il Puregon”. Una vera e propria catena della solidarietà che può far risparmiare centinaia di euro, ma che può mettere a rischio la salute della donna e anche del nascituro, poiché non si conosce lo stato di conservazione del medicinale che comunque deve sempre essere assunto sotto stretto controllo del medico.
Il problema dei costi dei medicinali sembra riguardare in particolar modo le donne italiane che si rivolgono ai centri esteri (anche per terapie lecite in Italia). “Raramente un ginecologo compila un piano terapeutico per una donna che vuole tentare la gravidanza fuori dai confini nazionali”, spiega Carlo Flamigni, ginecologo dell'Università di Bologna. “Questo piano, oltre a fornire le informazioni sul malato, consente al medico di tenere sempre sotto controllo le terapie e l'evoluzione del trattamento e, al tempo stesso, ha la funzione di limitare gli sprechi, riservando i farmaci ai casi di reale necessità. Soprattutto quando si somministrano terapie molto costose. D'altra parte, come può un medico garantire una cura per un trattamento che viene fatto altrove?”.
Tuttavia, un modo per risparmiare davvero e senza rischi c'è. Bisogna esigere dal medico a cui si è in cura di personalizzare il trattamento e di farsi prescrivere farmaci meno costosi ma altrettanto efficaci e analisi in convenzione.
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