
Ancora liti in sala parto, ancora neonati ricoverati d’urgenza. Dopo la violenta discussione scoppiata tra due medici ginecologi il 26 agosto scorso nel Policlinico di Messina che avrebbe causato ritardi nel parto e danni neurologici in un neonato, altre due scene di questo tipo si sono svolte in due diversi nosocomi messinesi. La prima, il 13 settembre scorso, ha visto protagonista un ginecologo del Policlinico, aggredito per un parere su alcuni accertamenti medici non condiviso dai parenti del neonato. Mentre è di oggi la notizia di una lite avvenuta la settimana scorsa sempre in sala parto ma denunciata solo due giorni fa. Alla base della discussione – anche in questo caso – differenti visioni sull’opportunità di effettuare un cesareo.
Secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa Agi, la puerpera, una ragazza di 24 anni, era alla sua prima gravidanza ed era in attesa del taglio cesareo deciso dal ginecologo quando sarebbe intervenuto il primario ed il suo assistente che avrebbero addirittura strappato i moduli del consenso già firmato dai genitori, ordinando che si procedesse invece col parto naturale. Circostanze che, se confermate dall’inchiesta già aperta, potrebbero inquadrare precise responsabilità per i sanitari. Il neonato, del peso di circa quattro chili, sarebbe quindi rimasto incastrato durante la nascita, restando per alcuni secondi senza ossigeno. Un lasso di tempo breve ma fatale che, secondo una prima ricostruzione, gli avrebbe causato danni al cervello e agli arti. Intubato e tenuto in coma farmacologico, il neonato è stato poi trasportato d’urgenza nel reparto di Terapia intensiva neonatale dell’ospedale Policlinico. Particolarmente lungo anche il travaglio della donna che – dopo la decisione di procedere al parto naturale – sarebbe durato quattro ore. I Carabinieri hanno acquisito le cartelle cliniche del caso e il sostituto procuratore di Messina, Anna Maria Arena, ha aperto un’inchiesta contro ignoti.
Il 4 ottobre prossimo, inoltre, una delegazione della Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori e i disavanzi sanitari regionali si recherà a Messina al Policlinico e all'ospedale “Papardo”', per verificare le circostanze di questi ultimi gravi casi di malasanità. Il senatore del Partito democratico Ignazio Marino, Presidente della Commissione d'inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, infine, parla di “falla nel sistema” e assicura di aver “avviato un'ulteriore istruttoria attraverso i Nas dei carabinieri. I documenti che ne deriveranno andranno ad aggiungersi agli atti acquisiti".
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