
Sembrano maturi i tempi per l’istituzione di un Tribunale Unico sul Diritto di Famiglia, un unico centro giudiziario che possa decidere su separazioni, divorzi, adozioni, affidi, coppie miste, reinserimento di minori che hanno commesso crimini. È questo l’obiettivo del sottosegretario alla Giustizia Maria Elisabetta Casellati che auspica che questo Tribunale possa nascere entro pochi mesi.
"Sono più di un milione e mezzo in Italia i bambini figli di genitori separati o divorziati. È cambiato il quadro della famiglia a fronte però di un'organizzazione giudiziaria frammentata tra Tribunale dei minori, giudice ordinario e giudice tutelare. Per questo è necessario agire per unificare le competenze in materia di diritto di famiglia" dichiara il sottosegretario Casellati "E' necessario agire presto riunificando le attribuzioni di materia di minori e famiglia con figure specifiche di magistrati ed avvocati".
Molti avvocati aderiscono a questa proposta che potrebbe ridurre drasticamente i tempi troppo lunghi per i giudizi attinenti a separazioni e divorzi ma anche evitare confusione nelle prassi. Attualmente, infatti, il diritto italiano prevede giudici e normative diverse a seconda della fattispecie che si verifica in concreto, attribuendo competenza esclusiva al Tribunale Civile per le separazioni ed i divorzi nonché per l’affidamento dei minori nati durante il matrimonio; al Tribunale dei Minorenni per le adozioni e gli affidamenti di minori nati nelle coppie di fatto e per i crimini commessi da minori; al Giudice Tutelare specifiche competenze relative ai minori ed all’esercizio della potestà genitoriale.
Confusione e parallelismi inutili sono all’ordine del giorno e comportano notevoli sprechi di tempo e di risorse. L’istituzione di un Tribunale Unico sul Diritto di Famiglia potrebbe realizzare un duplice obbiettivo: creare un pool di giudici specifico per un settore complesso che merita una particolare attenzione a livello giuridico e psicologico e dare un’immagine di chiarezza e trasparenza al cittadino che in un momento di grande difficoltà della propria vita si trova catapultato in un sistema normativo sostanziale e processuale confuso e frammentario.
In definitiva l’istituzione di un Tribunale Unico per la Famiglia non è che il primo passo verso il riconoscimento di una materia che è sempre più un universo a sé stante in quanto coinvolge la persona nel suo complesso patrimoniale e psicologico e che, quindi, va trattata da giudici specializzati togati o onorari e da avvocati consapevoli anche della propria funzione sociale in tale settore.
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