Sono passati 14 anni dalla Conferenza di Stoccolma del 1996 in cui per la prima volta venne affrontato il tragico fenomeno del turismo sessuale a danno dei bambini e in cui furono adottati una Dichiarazione ed un Piano d’Azione per l’Infanzia.Tuttavia, il turismo sessuale a danno dei bambini è purtroppo ancora una drammatica realtà.
Oggi, soprattutto, nei paesi in via di sviluppo dell’area asiatica, africana e caraibica, le vittime di questo aberrante fenomeno sono bimbi ma soprattutto bimbe dai 12 ai 17 anni che provengono da zone povere del loro paese e da famiglie degradate. Povertà e sfruttamento sessuale dei bambini vanno spesso di pari passo.
L’Italia all’inizio del ‘900, quando il nostro paese era povero, era meta di turismo sessuale. Oggi, invece, gli italiani sono al primo posto in Europa nelle classifiche del turismo sessuale e il business del turismo sessuale, secondo i dati pubblicati dall’'Ecpat (End child prostitution, pornography and trafficking), arriva a 100 milioni di dollari l’anno.
La legislazione italiana punisce i reati sessuali compiuti all’estero contro minori stranieri, lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedo-pornografia anche a mezzo Internet. Questi fenomeni spesso sono collegati e l’industria del turismo è spesso connivente con gli abusi sui minori in alcuni Paesi .
A tal proposito una semplice ma efficace iniziativa che tutti noi possiamo mettere in atto è quella di chiedere al nostro agente di viaggio se ha firmato il Codice di Condotta per la Protezione dei Bambini dallo Sfruttamento Sessuale Commerciale nei Viaggi e nel Turismo.
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