Uomini che odiano le donne. Un fenomeno in crescita?

 
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uomini_odiano_donneUomini che odiano le donne. Non è un titolo di un romanzo poliziesco di Stieg Larsson, ma la triste realtà di questi giorni. Con l'arrivo dell'estate aumentano i cosiddetti delitti passionali e a farne le spese sono quasi sempre donne. Un’escalation che in meno di due mesi fa contare già più di dieci vittime, uccise o brutalmente ferite dal fidanzato o dal marito che non vuole rassegnarsi alla fine della relazione.

L’ultima storia di assurda violenza arriva da Como dove un uomo ha ucciso a coltellate l’ex fidanzata e il suo nuovo compagno. Intorno alle 20 è andato ad aspettarli sotto casa con un coltello, e quando sono usciti per trascorrere una serata fuori li ha colpiti senza pietà. Dopo averli barbaramente assassinati, l'uomo si è tolto la vita.

A morire a causa di una folle gelosia anche una sedicenne di Mestre, uccisa domenica scorsa dal suo ex fidanzato, un 30enne apparentemente normale, che lei aveva lasciato la sera prima dopo una seria discussione. Le ha sparato a sangue freddo e dopo averla uccisa, il giovane ha rivolto l’arma contro se stesso.

Sempre nel veneziano, pochi giorni prima, in un negozio di Spinea una commessa di 40 anni è stata uccisa a coltellate dall’ex fidanzato sul luogo di lavoro. Dopo il folle gesto, anche in questo caso, l’uomo ha rivolto l'arma contro se stesso nel tentativo, questa volta fallito, di suicidarsi.

Solo il giorno prima un'altra donna era morta a Ferrara allo stesso modo. Ma in quel caso si trattò del gesto di un folle già in cura in un centro di igiene mentale.

Il 17 giugno a Cerignola, in provincia di Foggia, una ragazza polacca di 17 anni, aveva trovato lavoro in un'azienda ortofrutticola di San Ferdinando di Puglia. Una buona notizia per lei, un colpo al cuore per il suo fidanzato 33enne. Questo significava per lei la possibilità di uscire da sola, incontrare altre persone, farsi nuovi amici. Per il suo fidanzato la cosa non era tollerabile. E così l'ha uccisa nel garage di casa, con un colpo di pistola, per poi spararsi alla testa.

Non è solo la gelosia a scatenare l'odio e la violenza. È bastato un rifiuto perché il 4 luglio scorso un 42enne uccidesse a pugni una sua amica, Anna Maria Tarantino di Riano, che lo aveva respinto.

Queste sono solo alcune delle storie che nell'ultimo mese hanno macchiato di sangue la cronaca italiana, delitti passionali nati da situazioni di stalking non denunciate o sottovalutate, finite nel sangue e talvolta con il suicidio dell'aggressore.

Sono oltre 7mila le persone denunciate per stalking da quando è entrata in vigore l'apposita legge nel febbraio del 2009. Finora i processi hanno portato dietro le sbarre circa 1.200 persone, molto spesso uomini (80% dei casi), ex fidanzati o ex coniugi delle vittime. Di questi il 15% è straniero. Nonostante l'esposizione mediatica che il fenomeno ha avuto negli ultimi mesi, non si tratta di un'escalation. Se è vero che le denunce di stalking sono in lieve aumento, è difficile dire se vi sia un reale aumento della violenza nei confronti delle donne, considerando la maggiore consapevolezza  che negli ultimi anni il cosiddetto “sesso debole” ha acquisito sui propri diritti.

Piuttosto, solo oggi l'opinione pubblica si accorge di un fenomeno antico che riguarda la violenza domestica, che rappresenta quasi il 90% dei casi di violenza nei confronti delle donne. Il caso Reggiani del 30 ottobre 2007 sviò l'opinione pubblica, la quale puntò l'indice contro gli immigrati, parlando di un problema sicurezza nelle strade, ma dimenticando ciò che avviene tra le mura delle case italiane.

La violenza nei confronti delle donne è un fenomeno che esiste da sempre e che negli ultimi anni ha assunto un profilo diverso, con persecuzioni via telefono e via internet. Ma i delitti passionali sono sempre esistiti e persino il delitto d'onore era considerato nel diritto italiano, nemmeno tanto tempo fa, un reato per il quale si poteva ottenere una consistente riduzione della pena. Uno sconto “sociale” perché il gesto del marito era causato dal comportamento “adulterino” della moglie. Una norma, questa, rimasta formalmente in vigore in Italia fino al 1981.

 

Sui fenomeni di violenza e di stalking di questi ultimi tempi abbiamo chiesto ai nostri esperti un parere:

Violenza sulle donne, follia dell'uomo che ha perduto un ruolo sociale di Domenico G. Bozza - Psicologo

L'indipendenza riproduttiva della donna d'oggi di Claudio Manna - Ginecologo

ecc.

 

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Prof.Claudio Manna

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