Quanto sta accadendo nella società odierna e che la cronaca sta evidenziando con sempre maggiore frequenza, obbliga qualsiasi studioso del comportamento umano e delle dinamiche relazionali a riflettere e sottolineare alcuni aspetti che possano in qualche modo aiutare ad interpretare gesti sconsiderati. Dall’analisi delle azioni violente è necessario partire per un intervento repressivo e giudiziario, ma prima che una devastante bomba possa esser detonata ed esplodere nelle mani di chi non merita affatto una gratuita sofferenza, proviamo a comprendere cosa sta succedendo. Domandiamoci, innanzitutto, cosa stia accadendo nell’essere umano di sesso maschile. La prima riflessione è legata ad una duplice immagine dell’uomo di oggi. Un “uomo bloccato” ed un “uomo senza confini”.
In quella che potremo chiamare la “bilancia del vivere”, i piatti sono composti dall’uomo in crisi e dall’uomo aggressivo. Non esistono equilibri e assistiamo al diffondersi di uomini senza alcuna capacità di affermare se stessi, di raggiungere obiettivi competitivi, di esprimere e sottolineare le esigenze anche basilari. Uomini che con passività assistono al lento fluire dei loro giorni senza progettualità future. Gli uomini bloccati, appunto.
E poi abbiamo gli uomini senza confini: sono quegli uomini che hanno una reale incapacità di contenere le emozioni o comunque di canalizzarle in modo corretto e soprattutto dosato, che vedono i traguardi della vita come oggetti da conquistare con qualsiasi mezzo e qualsiasi strategia. Ma sono uomini per i quali gli oggetti di conquista sono rappresentati anche dalle donne, viste come bandierine da apporre nella mappa delle conquiste, insofferenti di fronte alle emozioni ma che anzi utilizzano queste ultime come linguaggio per carpire la buona fede. Ecco che allora assistiamo a donne capaci di innamorarsi anche di uomini mai conosciuti di persona, donne desiderose di uomini capaci di farle sognare, ma nello stesso tempo disposti a lasciar loro le opportunità per vivere la propria vita, fatta di impegni lavorativi. E’ un fenomeno che potremmo chiamare quasi “burnout della coppia”, poiché a bruciare sono sia il partner maschile che il partner femminile.
Il tutto prevede di comprendere anche quali differenze possiamo notare tra le parole “innamoramento” e “conquista”. La prima dovrebbe corrispondere ad un percorso di vita che pone una persona in ascolto delle proprie sensazioni, emozioni, desideri e che in tal senso crea meccanismi involontariamente virtuosi di connessione tra ciò che ha e ciò che vorrebbe avere (l’altro o l’altra, appunto). La conquista prevede un'analogia quasi bellica: per ottenere l’altro/a utilizzo qualsiasi mezzo. Essendo l’uomo fortemente logico e razionale, non ha mai sviluppato opportunità di contatto col proprio mondo interiore e, negli anni, defraudato del ruolo di dominanza e fortemente maschilista, vive il dramma di non poter più utilizzare le armi che ha sempre saputo gestire.
La donna, che per varie ragioni, vive un cambiamento nella sua vita, sia interiore che sociale, ha comunque raggiunto degli obiettivi nel tempo e ha acquisito pure una serie di diritti davanti ai quali l’uomo non può far altro che ‘combattere’ o ‘accettare’. Purtroppo il ‘combattimento’, che dovrebbe tradursi in leale confronto, in
realtà è diventato sfida. Inizialmente era una sfida lavorativa. Ora sta diventando una sfida relazionale. Domani diverrà una sfida all’insegna della comunicazione esclusivamente violenta.
In altri termini, crisi e cambiamento. La crisi, più subdola e nascosta, è dell’uomo; il cambiamento, sociale e quindi più evidente, è della donna. La violenza, codice di comunicazione, allora diventa il tramite ed il fine per affermare se stessi, laddove l’uomo senza identità è solo con la forza che può recuperare il terreno perduto (vedi tutti gli eventi legati allo stalking).
Non esistono più luoghi di interazione sana, intendendo per sano ciò che permette alle persone di vivere rapporti non frettolosi, rapporti basati sul rivedersi a pranzo attorno ad un tavolo, sul raggiungimento di traguardi esistenziali basati sul sacrificio per il loro ottenimento. La società del tutto e subito porta irrimediabilmente a vivere relazioni fumose, che prevedono sì una concretezza, che però è solo quella del possesso come affermazione di se stessi.
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