"Ciao angioletto mio..scusami....se ogni giorno ti cerco ...ma non posso farne a meno...per me sei ,,il mio angelo custode…come gli altri angeli che non dimentico..mai..son sicura che tu li hai già visti...in paradiso....ora ti chiedo ..di dare una ...carezza ..a Sara Scazzi…e al piccolo Tommy…". E' questa solo una delle migliaia di testimonianze lasciate dagli utenti di Facebook sulla pagina dedicata a Yara Gambirasio. La sua vicenda, tristemente nota alle cronache, ha sconvolto l'Italia e sul socialnetwork si sono scatenate l'indignazione, la rabbia e lo sconcerto per una morte ancora senza un colpevole. Loredana Carollo, ad esempio, scrive "ho riflettuto sul fatto, k sul corpo della povera Yara, non sia stato trovato il cellulare ma bensì solo la scheda e la batteria.....può darsi k sul cellulare erano stati registrati video k avrebbero svelato l'assassino......?????? Cmq mi rendo conto che oggi viviamo in mezzo a tanti delinquenti, e k la giustizia ha molto difficoltà a difenderci, sia per le pene k danno ad essi, sia per la scarsa capacità di indagine".
Ci sono poi i dubbi che coinvolgono lo stesso parroco di Brembate. In molti si chiedono cosa sappia della vicenda e se abbia ricevuto - magari nel segreto della confessione - testimonianze sull'omicidio. Cinzia Fiorini domanda: "ma secondo voi …il parroco di Brembate sa???". Lo scandalo dei preti pedofili è un'ombra ancora capace di far ipotizzare coinvolgimenti della Chiesa in ogni vicenda nera della nostra società. Ma a difesa del sacerdote della cittadina bergamasca viene Lorenza Tersone che scrive: "mi è piaciuta una frase che ha pronunciato Don Corinno nella predica di oggi "Non preoccupatevi che venga fatto male ai vostri figli bensì preoccupatevi che i vostri figli non facciano del male"…perché chiunque abbia fatto del male a Yara, credo che lo abbia fatto anche alla propria famiglia".
Le critiche non risparmiano nemmeno gli inquirenti colpevoli - secondo molti utenti di Facebook - di aver condotto indagini sommarie. Lamentandosi per essere stato censurato dagli amministratori della pagina, Antonio Russolillo scrive: "Come mai tutto ciò che scrivo io me lo cancellate?? Non ho offeso nessuno ho solo criticato la nostra magistratura che pensa di più a spendere soldi x la vita privata di Berlusconi e non pensa ai nostri figli!! Bastava usare l'un x % dei soldi x le intercettazioni spesi x il presidente e Yara sarebbe stata trovata prima, addio angelo!!". Gli fa eco Daniele Danieli: "dico che Sgarbi ha ragione quando dice che abbiamo una magistratura incapace di lavorare nel modo giusto e che non sa dare risposte ad Avetrana e Brembate. Ma come si fa un corpo 3 mesi lì e non trovato? ma come è possibile? che "casualmente" viene trovato 3 mesi esatti dopo? eh si... non ci crederò mai alla casualità e non crederò mai che nessuno sapeva che Yara era lì! ci sarà il tempo per fare questi discorsi ma io sono indignato!".
Viola Regina, invece, definisce l'assassino di Yara un "maledetto demonio" e minaccia: "se leggi ricordati che non puoi sfuggire la polizia è sulle tua o vostre tracce ti prenderanno quando cammini guardati alle spalle qualcuno ti osserva!".
Significativa la testimonianza di Margherita Ricci, una bambina dell'età di Yara che sulla bacheca del Gruppo Facebook lascia questo messaggio: "come ho paura Yara, perché ci sono persone così? Avevi la mia stessa età e non diventerai mai grande!!! Io voglio diventare grande senza che qualcuno me lo impedisca ammazzandomi".
A conclusione di questa carrellata sicuramente parziale di voci e pensieri, Federigo Porromeo scrive citando il Vangelo: "In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendogli: «Chi è il più grande nel regno de' cieli?». E Gesù, chiamato un fanciullino lo pose in mezzo a loro, e disse: «In verità vi dico: se voi non vi cambierete e non diventerete come i pargoli non entrerete nel regno de' cieli. Chi dunque si farà piccolo come questo fanciullo, sarà il più grande nel regno de' cieli. E chi riceve un fanciullo come questo in nome mio, riceve me. Lo scandalo. Ma chi avrà scandalizzato uno di questi piccini che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina da mulino e fosse sommerso nel profondo del mare - (Mt 18, 1-6)".
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