Periodo di allergie, cosa fare in gravidanza

 
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pollini_2Non è vero che in gravidanza non si possono utilizzare i farmaci antiallergici. Capita che un giorno all’improvviso , soprattutto in primavera ci si trova con il naso che cola, prurito e lacrimazione agli occhi, eruzioni cutanee. Potrebbe essere allergia. Il 20-25% delle donne in età fertile soffre di questo problema. E’ noto che si può avere una predisposizione genetica alle allergie, che proprio nel periodo della gravidanza, alcune donne possono sviluppare. E’ anche noto che proprio in gravidanza i sintomi possono diventare più intensi. Molte donne infatti scoprono che la gravidanza può peggiorare le loro allergie e, per alcune, anche innescare sintomi che non hanno mai sperimentato prima. Questi possono peraltro presentarsi con manifestazioni di tipo diverso ad ogni nuova gravidanza.

"Le allergie sono una risposta inadeguata del nostro organismo alle sostanze presenti nell'ambiente", spiega Paolo Gluck, MD, un professore di Ostetricia e Ginecologia presso l'Università di Miami School of Medicine. Pollini, polveri, peli di animali domestici, in particolare in primavera, possono scatenare il sistema immunitario che sviluppa modalità di difesa anormale considerando queste sostanze come estranee e nocive. Il corpo risponde a questi “invasori” rilasciando istamine e altri mediatori con un sistema di difesa chimica. Questi mediatori chimici reagiscono in modi diversi in varie parti del corpo: il naso si irrita e cola, gli occhi lacrimano e prudono, la pelle può sviluppare eruzioni cutanee o orticaria, producendo istamine. Inoltre nei polmoni si possono avere difficoltà respiratorie come l’ asma perché i piccoli bronchi si contraggono, si riduce il loro calibro ed il flusso diminuisce.

Per la donna incinta in particolare si pone il dubbio di come curare e controllare i disturbi delle allergie senza danneggiare il feto. I farmaci per le allergie e per l'asma come spray nasali e soprattutto gli antistaminici sono testati e ben conosciuti per cui possono aiutare la donna incinta a star meglio pur senza inficiare la salute del nascituro. I cortisonici in particolare non solo sono innoqui, ma possono persino aiutare il feto. Ciò è talmente vero che nelle gravidanze a rischio di parto pretermine e nella poliabortività si somministrano sovente per la prevenzione. In ogni caso è sempre opportuno valutare il potenziale rischio-beneficio ed un'allergia non trattata può portare a reazioni allergiche ancora più gravi come l'asma, anche in donne che non hanno mai avuto questi sintomi in precedenza.

Le donne in gravidanza devono collaborare più strettamente con i loro medici o con le loro ostetriche e con i loro allergologhi per elaborare un adeguato piano di trattamento. Il non trattamento dell’allergia potrebbe effettivamente mettere il bambino a rischi maggiori, perché la difficoltà di respirazione può condurre ad un aumento di pressione sanguigna materna, o ad un inadeguato flusso di ossigeno al bambino, fondamentale per la sua crescita.

 

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