La fecondazione assistita come soluzione dell’infertilità di coppia ha sollevato numerosi problemi di bioetica sin da quando iniziò ad essere praticata. Il dibattito più acceso ha riguardato e riguarda la crioconservazione degli embrioni formati in eccesso rispetto a quelli necessari per il trasferimento in utero e che assai spesso restavano inutilizzati per un lungo periodo, destinati, il più delle volte, alla loro distruzione.
Divenne anche possibile utilizzare gameti (spermatozoi o ovociti) provenienti da persone estranee alla coppia (Fecondazione eterologa) soprattutto di fronte a problemi andrologici importanti. Fu introdotta la cosiddetta Diagnosi preimpianto (PGD) che consiste nell’analizzare alcune cellule dell’embrione per scoprire l'eventuale presenza di malattie come la Fibrosi Cistica o la Microcitemia (beta talassemia). In quel caso, l'embrione analizzato non viene trasferito in utero e viene eliminato.
La dottrina della Chiesa cattolica pone tuttavia un problema ancor più radicale alle tecniche di Fecondazione assistita ossia il fatto che la fecondazione stessa avvenga al di fuori del corpo della donna.
Tutte queste tecniche di Fecondazione assistita, pur continuando ad essere praticate hanno subito delle evoluzioni interessanti che consentono di superare numerosi problemi di bioetica citati.
La crioconservazione degli ovociti ha ormai raggiunto livelli di affidabilità tecnologica simili a quelli ottenuti con il congelamento degli embrioni. Ciò è talmente vero che alcuni paesi come la Spagna preferiscono di gran lunga crioconservare gli ovociti con la tecnica di vitrificazione invece che gli embrioni.
Dopo il 1978 l'evoluzione della Fecondazione in vitro, che per la prima volta poteva superare i problemi di infertilità tubarica in modo certo e completo, ha portato alla soluzione di quasi tutti i problemi andrologici. Infatti con la ICSI bastano pochissimi spermatozoi (anche prelevati dal testicolo in caso di azoospermia) per ottenere la fecondazione. Molti di questi pazienti, precedentemente, avrebbero dovuto ricorrere all’uso del seme di un donatore (estraneo alla coppia) per ottenere una gravidanza.
La Diagnosi preimpianto si è evoluta e, invece che prelevare cellule di embrioni, la stessa diagnosi oggi si può effettuare per la maggior parte delle malattie genetiche su una piccola parte dell’ovocita chiamato globulo polare. In questo modo si eliminerebbe l’ovocita stesso e non l’embrione se risultasse portatore della malattia come è stato ribadito anche all’ultimo Meeting dell’ESHRE che si è tenuto a Roma.
Oggi si inizia a crioconservare anche tessuto ovarico di bambine e adolescenti che devono essere sottoposte a terapie antitumorali che distruggono la loro capacità riproduttiva. In tal modo sarà possibile innestare il tessuto crioconservato per riottenere successivamente la fertilità. Alcuni bambini sono già nati con questa tecnica. Queste donne in cerca di un figlio non ricorreranno necessariamente alla donazione di ovociti da parte di persone estranee alla coppia.
Lo stesso attacco radicale alla Fecondazione assistita al di fuori del corpo ha trovato di recente un’elegante soluzione con la tecnica USET che consiste nell’inserire gli ovociti e gli spermatozoi in utero subito dopo essere stati prelevati. In questo modo la fecondazione avviene all’interno del corpo e precisamente nell’utero.
E’ facile da questi esempi concreti rendersi conto di come la scienza e la tecnica abbiano in sé assai spesso la potenzialità di indicare strade alternative per la soluzione di problemi medici importanti che pongono anche delicati problemi di bioetica.
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