Cellule staminali ed embrioni umani. Cose da sapere

Condividi
Tweet
 
Lunedì 25 Ottobre 2010 00:00 Scritto da Claudio Manna
Stampa

cellule-staminaliLe cellule staminali sono cellule che hanno la potenzialità si svilupparsi in tutti i tipi di tessuto e quindi praticamente in ogni organo. Sono presenti nel corpo umano adulto ed in tutti i suoi tessuti, ma anche ovviamente in quel tessuto che si deve differenziare e sviluppare per eccellenza come l’embrione, soprattutto nei primi stadi di sviluppo.

Le cellule staminali embrionali (CSE o hESC) provengono dall’Inner Cell Mass (ICM dell’embrione allo stadio di blastocisti)

Questo tipo di cellule sono dette totipotenti e “immortali” perché si possono trasformare in qualsiasi tipo di cellula dell’organismo e perché si possono riprodurre indefinitivamente. Cellule staminali sono molto promettenti nel campo della medicina rigenerativa, ma anche per testare nuovi farmaci e nello studio di molte malattie.

La fonte principale di queste cellule è quella della fecondazione assistita con tre possibilità. La prima è legata alla libera offerta di coppie infertili che hanno formato un numero superiore di embrioni rispetto a quello necessario per il transfer nell’utero. La seconda proviene dagli embrioni già crioconservati e che non sono più utilizzati dai genitori per vari motivi. In questo ambito possiamo anche includere gli embrioni riconosciuti malati dopo la diagnosi reimpianto. La terza possibilità viene dalla crioconservazione di altre cellule staminali embrionali dopo che vengono scongelate.

Altre ragioni per gli studi sulle cellule staminali embrionali riguardano una migliore comprensione dello sviluppo embrionale e fetale, un modo con cui le cellule si differenziano, cioè si specializzano a svolgere particolari funzioni, il modo con cui una malattia avanza, il trapianto di singole cellule in organi o tessuti malati, gli studi sull’influenza di sostanze tossiche su cellule così particolari.

I problemi principali legati all’uso delle cellule staminali embrionali sono bioetici, in quanto il loro utilizzo prevede la distruzione stessa dell'embrione, e difficoltà legate al rigetto in quanto queste cellule presentano le caratteristiche immunologiche dell’individuo dal quale provengono e possono perciò essere rifiutate dall’organismo ricevente nel quale si è deciso di trasferirle, anche nel caso in cui siano differenziate.

 

Tags:

Vedi anche