L'endometriosi nel feto

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Lunedì 19 Aprile 2010 00:00 Scritto da Claudio Manna
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fetoAnche nei feti si forma l’endometriosi. Lo sostiene Feliciano Baldi dell’Università di Napoli Federico II mostrando numerosi casi di lesioni endometriosiche in esami istologici su feti provenienti da aborti interni. La sorprendente notizia così ben documentata ha destato molto interesse e sorpresa nel Convegno internazionale Distruttori endocrini: Endometriosi e Infertilità che si è tenuto a Roma l’8 aprile scorso.

Questa dimostrazione sconvolge alcune delle teorie più accreditate sulle cause ed il modo di formarsi dell’endometriosi. Tale malattia consiste nella formazione in altri luoghi del corpo di endometrio che costituisce normalmente il rivestimento interno della cavità uterina e che in parte si distacca mensilmente sotto forma di mestruazione. Colpisce tra il 6 ed il 10% di tutta la popolazione femminile e spesso si manifesta con dolore pelvico ed infertilità.

Le cause sono ancora in gran parte sconosciute anche se alcune teorie sono state da molto tempo invocate per spiegarne l’insorgenza. Tra queste il fatto che piccole quantità di tessuto dell’endometrio anziché sfaldarsi all’esterno con l’endometriosi seguano il percorso inverso e ritornino verso gli organi interni, in particolar modo verso le ovaie per colonizzarli ed esprimersi successivamente sotto forma di endometriosi. Per manifestarsi, però, sarebbero necessari gli ormoni estrogeni che la scatenerebbero e la sosterrebbero. Naturalmente questa teoria presuppone l’inizio delle mestruazioni (menarca), manifestandosi quindi solo dopo una certa età nel sesso femminile. Ecco perché hanno destato scalpore nella comunità scientifica i dati di Baldi sul ritrovamento dell'endometriosi nei tessuti del feto.

Le possibili spiegazioni di questo ritrovamento sono del tutto ipotetiche ma sembrerebbero legate a fattori genetici ed alla eventuale presenza dei cosiddetti Distruttori endocrini. Sono sostanze queste che, presenti nell’ambiente, agiscono anche in piccolissime quantità sui sistemi endocrini e sullo sviluppo di numerose specie viventi non solo mammiferi. L’esposizione delle donne in gravidanza a queste sostanze potrebbe perciò favorire con il concorso eventuale di altri fattori (genetici?) al ritrovamento nei feti di piccole ed insospettabili lesioni riconducibili all’endometriosi.

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Twitter: @Claudio_Manna

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