Migliorano i risultati della fecondazione assistita in Italia. Dal maggio 2009, ossia dopo la sentenza della Corte Costituzionale che abrogava parte della Legge 40, consentendo di nuovo ai centri di PMA la possibilità di crioconservare gli embrioni e di trasferirne più di 3 insieme nella stessa donna, uno studio conferma che la percentuale dei successi delle varie tecniche è in deciso aumento.
Questo lavoro scientifico, inoltre, mostra che sono diminuite notevolmente le percentuali di gravidanze trigemine che dal 4,3% sono passate all’1,3%. Quelle bigemellari, invece, risultano aumentate.
In pratica, oggi le coppie infertili possono guardare con fiducia maggiore ai centri italiani di PMA che producono le stesse percentuali di gravidanza di tutti gli altri centri all’estero. Il fenomeno del “turismo riproduttivo” era iniziato proprio dopo il 2004 con l’entrata in vigore della Legge 40 che regolava la Fecondazione assistita in Italia. Infatti, c’è ragione di recarsi all’estero quasi soltanto per l’ovodonazione, cioè nel momento in cui una donna, in genere per carenza dei propri ovociti soprattutto con l'avvicinarsi della menopausa, necessita di quelli di una donna molto più giovane. Infatti, in Italia, l'ovodonazione non è consentita. Molte coppie per troppo tempo hanno invece ritenuto che la qualità dei centri stranieri fosse superiore a quella dei centri italiani senza distinguere le normali capacità e professionalità dei centri dalla possibilità di effettuare particolari tecniche vietate in Italia. I centri italiani peraltro hanno in questi anni accumulato una grande esperienza nella qualità e crioconservazione degli ovociti, l’elemento chiave per la riuscita delle tecniche di Fecondazione assistita.
Scaruffi P. et al.Human Reproduction (2011) 26 (4): 959-961.
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