Fecondazione eterologa, non farebbe la differenza

 
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fecondazione_assistita_eterologaCon la legge 40 del 2004 è fatto divieto in Italia di usare gameti eterologhi, cioè provenienti da uomini (spermatozoi) o da donne (ovociti) al di fuori della coppia per superare l’infertilità mediante tecniche di fecondazione assistita. Tuttavia, il ricorso presentato a Firenze ha riaperto il dibattito e la possibilità che questa norma venga abolita si è fatta più concreta.

Ma cosa accadrebbe, però, sul piano strettamente tecnico il giorno che venisse reintrodotta l’eterologa in Italia? Questa opzione si applicherebbe quasi esclusivamente a quelle donne (sempre di più) che non dispongono propri ovociti oppure ne producono in numero e/o qualità limitata per avere probabilità accettabili di gravidanza. La richiesta di spermatozoi eterologhi sarebbe, infatti, assai limitata per le straordinarie possibilità che oggi fornisce la ICSI (e la TESE) di fronte a problemi andrologici.

In pratica la fecondazione eterologa con gli ovociti di un’altra donna ha ottime possibilità di successo ( anche oltre il 70%) perché (e solo se) i gameti appartengono a donne giovani, al di sotto dei 30 anni. Nella maggior parte dei paesi che praticano la fecondazione eterologa (Spagna, Grecia, Russia) c’è un’abbondante offerta di ovociti che permette di ottenere buoni risultati ma anche di offrire una scelta relativa alle caratteristiche della donatrice simili a quelle della donna ricevente. Questa offerta di ovociti viene retribuita e spesso si tratta di giovani studentesse che cercano di aumentare il loro reddito proprio con questa pratica.

In Italia, prima della Legge 40 gli ovociti donati provenivano solo da altre donne che si sottoponevano a tecniche di fecondazione assistita. In questo caso, però, il numero e la qualità degli ovociti disponibile è molto limitata per diversi motivi. Anzitutto, poiché in una donna che si sottopone alla fecondazione assistita il numero di ovociti raccolti è in genere limitato e appare normale che la paziente tenda a tenerli tutti per sé . Ciò è comprensibile anche allo scopo di crioconservare una parte degli ovociti per un futuro tentativo nel caso il primo fallisse e non essere così costretta a sottoporsi nuovamente ad una stimolazione ovarica e al prelievo ovocitario. Inoltre è evidente che gli ovociti migliori la donna desideri utilizzarli per se stessa anzicché darli ad un’altra per gli stessi motivi che abbiamo appena visto.

Si deve sempre considerare che mediamente in un gruppo di 10 ovociti raccolti quelli che hanno elevate potenzialità di gravidanza sono solo 2 o 3 in una donna di età compresa tra i 30 e 35 anni. Oltre questa età il numero di ovociti prelevati è ridotto (tra i 5 ed i 7 generalmente). In effetti 6,5 è stata la media degli ovociti recuperati nell’anno 2007 con la fecondazione assistita in Italia in una popolazione di età media di 36 anni secondo i dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità (Registro Nazionale della Procreazione Medicalmente Assistita).

Se consideriamo come sia piccola la percentuale di donne al di sotto dei 30 anni che si sottopone a tecniche di fecondazione assistita (8,1% nel 2007 sempre secondo il Registro Nazionale della Procreazione Medicalmente Assistita), ci rendiamo conto di quanto sia limitata la disponibilità di ovociti da destinare ad ovodonazione.

Complessivamente il quadro della situazione delle tecniche di fecondazione assistita appare significativamente mutato rispetto al 2004. Anzitutto è aumentata l’età media delle donne che si sottopongono a queste tecniche: età media nel 2005 di 35,4 anni; 35,6 nel 2006 e 36 nel 2007; mentre le pazienti che avevano fatto cicli di fecondazione assistita con età inferiore ai 29 erano il 10,1% nel 2005 e solo l’8,1% nel 2007. Inoltre la crioconservazione degli ovociti, specie con la tecnica della vitrificazione è notevolmente migliorata consentendo con maggior affidabilità alle donne di crioconservare i propri ovociti anzicché trasformarli in embrioni o eliminarli o donarli ad altre donne.

Con queste premesse se si reintroducesse la fecondazione eterologa in Italia si frenerebbe l’esodo delle coppie italiane infertili verso l'estero?

 

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“Sembra una stella cadente….!”

embriotransfer scritta
Prof.Claudio Manna

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