Baby gravidanze, adolescenti a rischio?

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Lunedì 10 Gennaio 2011 00:00 Scritto da Claudio Manna
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mamma-adolescenteLa notizia che un’adolescente di 13 anni abbia partorito in Italia ha destato molto scalpore. Ma quali rischi può correre una ragazzina così piccola? Può una persona così giovane affrontare una gravidanza e partorire in modo sicuro un figlio sano? Vediamo come stanno le cose.

Oggi gravidanza e parto nelle adolescenti sono fatti sempre più rari in quei paesi occidentali che abbiano raggiunto un elevato grado di benessere. Per rispondere alla nostra domanda con dati certi ci si può riferire o al passato remoto nei nostri paesi o ad altre aree geografiche dove gravidanza e parto nelle adolescenti sono un fatto ancora abbastanza comune. Nella letteratura scientifica e nella considerazione degli ostetrici l’idea dominante è ancora che gravidanza e parto nelle adolescenti siano legati ad un aumento di complicanze come il parto prematuro, ritardo intrauterino dell’accrescimento fetale, basso peso alla nascita e parti operativi come il taglio cesareo.

Aspetti ginecologici. Recenti lavori scientifici sembrano dimostrare, invece, il contrario. Il Prof. Lao dell’Università di Hong Kong aveva pubblicato infatti questa evidenza dopo tre anni di ricerche su un gruppo di 112 adolescenti (anche minori di 16 anni) che avevano partorito nella metropoli cinese confrontandolo con un gruppo di 270 ragazze tra i 20 ed i 34 anni ricoverate nello stesso ospedale in quel periodo di tempo. E’ stato riscontrato con forte evidenza che le madri più giovani avevano avuto un travaglio migliore e partorivano quasi tutte spontaneamente rispetto alle altre in cui il cesareo si era reso necessario assai più spesso. Inoltre si erano verificate nel primo gruppo un minor numero di complicanze come emorragie, eclampsia e diabete gestazionale. Non c’erano infine differenze nel peso del feto alla nascita e nella durata della gravidanza tra i due gruppi di gestanti.

Recentissimi lavori in Gabon ed in India sembrano invece dimostrare il contrario ma gli studiosi ammettono che questo dipende dalla scarsa qualità dell’assistenza sanitaria in quei paesi specialmente per le adolescenti.

Sempre Lao, per spiegare il risultato ostetrico a favore delle adolescenti, ritiene che in queste giovani che ancora devono completare la loro crescita corporea la gravidanza possa accelerarla soprattutto nella struttura del bacino e si spinge a proporre che il disegno della natura è proprio quello di favorire la riproduzione delle donne più giovani.

Aspetti psicologici. L’aspetto psicologico delle adolescenti in gravidanza rappresenta l’altro grande elemento di dibattito .E’ stato pubblicato un recente lavoro psicologico da parte di studiosi di San Paolo del Brasile appartenenti all’organizzazione UNIFESP su 8 adolescenti di età compresa tra i 15 ed i 19 anni. L’analisi dei dati raccolti da de Andrade e collaboratori ha dimostrato che la gravidanza era in realtà desiderata e persino pianificata. Dopo il parto queste adolescenti dimostravano di mantenere le proprie aspettative di auto-realizzazione verso un futuro migliore sia per loro stesse che nei confronti del neonato. Gli studiosi hanno così denominato questo gruppo : “Desideranti che un sogno diventi realtà e portatrici di aspettative per il futuro”. Viene allora spontaneo farsi delle domande. Quante donne oggi apparterrebbero a questo gruppo? Era così all’inizio del secolo scorso per non parlare di tempi ancora più remoti? Si assiste ad una scissione sempre più marcata tra la biologia riproduttiva e realtà psicosociale. Si posta allora sempre più in avanti l’assunzione di responsabilità naturali rendendole così più problematiche?

E’ giusto scandalizzarsi oggi per la tredicenne che partorisce invece di scandalizzarsi per le over 40 che decidono di farlo così tardi (ammesso che ci riescano) o le over 50 che cercano nella tecnologia le risposte alla loro insicurezza quando avrebbero dovuto raggiungerla già da un pezzo, ossia quando la biologia l’aveva programmata per rendere più probabile e sicura la gravidanza, il parto e lo sviluppo successivo del bambino? E’ forse un alibi quello delle condizioni economiche che renderebbero impossibile avere un figlio in età molto giovane? C’è ancora dell’altro dietro l’angolo di una facciata in cui sembriamo essere banalmente tutti d'accordo? Si può invertire la tendenza senza necessariamente intervenire esclusivamente sotto il profilo economico? C’è chi lo sta già facendo? E come fa? Come vive? Quali sono i suoi fondamenti di vita?

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