Equità, sicurezza e efficienza: le nuove linee guida per la fecondazione assistita transfrontaliera

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Martedì 26 Aprile 2011 08:28 Scritto da Emilio Torsello
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Le nuove linee guida dell’Eshre per una fecondazione assistita più sicura per chi va all'estero

 

fecondazione_icoLe linee guida sulla sicurezza dei pazienti, dei donatori, delle madri surrogate e dei futuri figli, nell’ambito della fecondazione assistita “transfrontaliera”. A stilarle è la Società europea di riproduzione umana ed embriologia (ESHRE), nel documento Good Practice Guide for Cross Border Reproductive.

La Guida mira ad assicurare l’alta qualità del trattamento di riproduzione assistita come richiesto dai criteri dell'Unione Europea. Il documento si basa sui principi fondamentali nella cura della salute: 'equità', 'sicurezza', 'efficienza', 'attenzione verso il paziente', 'tempestività' ed 'efficacia'. Il principio di equità prevede che ogni differenza tra i pazienti “locali” e stranieri venga annullata, anche sul fronte economico dove spesso esistono costi considerevoli per i traduttori. I donatori stranieri, inoltre, dovrebbero ricevere la stessa cura che si mette in campo per i pazienti e per i donatori “locali”. Lo stesso dicasi sul fronte dei risarcimenti.

Secondo la Task Force ESHRE CBRC, inoltre, è necessario realizzare un accesso equo alle cure per la fertilità nel paese d’origine. Tuttavia, le restrizioni legali, le lunghe liste d'attesa, la mancanza di donatori o di trattamenti non disponibili e costosi, costringono spesso i pazienti a recarsi in Paesi stranieri. "I medici dovrebbero considerare il rapporto tra rischi e benefici, in rapporto alla massima possibilità di gravidanza," spiega il Dott. Françoise Shenfield, coordinatore della task force ESHRE.

Un esempio in questo senso potrebbe essere una politica restrittiva in materia di trasferimento di embrioni, in modo da eliminare le gravidanze multiple.

I pazienti – secondo ESHRE - devono ricevere informazioni chiare sugli esami cui sottoporsi, sui costi e sui tempi di attesa. I donatori dovrebbero invece ricevere un ciclo di stimolazione capace di ridurre al minimo il rischio sanitario. Al fine di ottenere informazioni sulle donazioni ripetute e di essere in grado di verificare le restrizioni legali sulle donazioni, inoltre, ESHRE raccomanda l'istituzione di registri nazionali dei donatori e invita I centri a collaborare. "Per prevenire gli abusi dei donatori provenienti dall'estero, le agenzie di intermediazione dovrebbero essere evitate, poiché possono portare a violare le norme sulla buona pratica clinica e, nel caso peggiore, al traffico parallelo di gameti" dice il Dott. Françoise Shenfield.

La consulenza legalem inoltre, deve essere a disposizione dei pazienti sia in patria che all'estero. Il principio dell’attenzione 'verso il paziente' comprende infatti la messa in atto di pratiche che non penalizzino quanti arrivano da un paese straniero. Consulenza e sostegno psicologico dovrebbero essere disponibili in una lingua compresa dal paziente che altrimenti – raccomanda l’ESHRE – non deve essere trattato. Ma non è tutto. Secondo la Società europea, le cliniche dovrebbero fornire tutti i dettagli sul difensore civico e sul reparto reclami, in modo da dare la possibilità di denunciare eventuali inefficienze.

"Un nostro recente studio ha dimostrato che circa 14,000 cicli di trattamento vengono eseguiti su pazienti infertili che hanno attraversato le frontiere di sei paesi europei. Il numero totale in Europa è molto più alto. L'assistenza transfrontaliera è un fenomeno diffuso", spiega il Dott. Françoise Shenfield. "ESHRE Good Practice Guide for Cross Border Reproductive – prosegue – fornirà indicazioni cliniche per il trattamento di pazienti stranieri e aiuterà le autorità di regolamentazione e I politici a creare un quadro normativo tale da consentire ai centri di rispettare queste regole".

Per sostenere la Guida, infine, nel 2011 la task force di ESHRE si propone di raccogliere il maggior numero possibile di firme da parte degli organismi preposti alla regolamentazione, delle società scientifiche e delle cliniche per la fertilità. La Federazione internazionale delle società di fertilità l’ha già riconosciuta. Ulteriori attività previste sono la raccolta di dati sugli aspetti sconosciuti della donazione di gameti e, in particolare, sulla donazione di ovociti attraverso le frontiere.

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