La terapia chirurgica dei fibromi rimane purtroppo l'unica vera alternativa terapeutica quando quella medica non è praticabile o non funziona. La tecnica da adottare dipende dal numero, dalla localizzazione e dalle dimensioni dei fibromi, dall'età e dalle esigenze riproduttive della donna.
Una di queste è la miomectomia, cioè l'asportazione di uno o più miomi (miomectomia multipla). Questa viene impiegata in base a numerosi fattori tra i quali il numero e le caratteristiche dei fibromi asportati. I pratica è necessario avere sufficiente tessuto sano tale da poter ricostruire e dare una morfologia normale all'utero dopo aver tolto i fibromi. Le pazienti candidate a questo tipo di intervento sono di solito piuttosto giovani ed hanno desiderio di conservare la fertilità futura.
Le tecniche chirurgiche per eseguire una miomectomia sono due. Innanzitutto quella tradizionale laparotomica che prevede un’incisione chirurgica della parete anteriore dell’addome e consente l’accesso alla cavità addominale ed agli organi in essa contenuti. In secondo luogo è possibile utilizzare una tecnica endoscopica più recente (laparoscopia per i miomi cosiddetti sottosierosi ed intramurali, e isteroscopia, per i miomi sottomucosi).
Oggi, infatti, la miomectomia laparoscopica ha in molti casi sostituito la miomectomia addominale. I vantaggi offerti dalla miomectomia laparoscopica sono numerosi rispetto a quella laparotomica: un ridotto rischio di emorragia nel corso dell’intervento, una minore incidenza di aderenze post-operatorie, una riduzione della degenza ospedaliera e della convalescenza, un minor dolore post-operatorio ed un danno estetico minimo.
Quando si esegue la miomectomia laparoscopica? Dovrebbe esserci almeno un mioma di grosse dimensioni ma inferiore a 8-10 cm oppure non più di tre miomi sottosierosi e/o intramurali. Inoltre l’utero dovrebbe essere abbastanza mobile e non dovrebbe esserci la presenza di adenomiosi (cioè endometriosi dell’utero). Nel caso di miomi sottomucosi, il trattamento migliore è la miomectomia isteroscopica, la quale permette l’asportazione dei per via vaginale.
Generalmente una volta asportati, i fibromi uterini si possono riformare nel 15-20% dei casi con il rischio di ricorrere in seguito ad ulteriori interventi chirurgici. Dopo una miomectomia è comunque sconsigliabile una gravidanza per almeno sei mesi al fine di permettere all’utero di ritornare nelle condizioni ottimali per svolgere le sue funzioni riproduttive.
L’approccio laparoscopico non è da effettuarsi in questi casi:
- fibromatosi diffusa
- più di tre miomi maggiori di 5 cm
- utero di dimensioni superiori a quello di una gravidanza alla 16^ settimana di gestazione
- mioma maggiore di 15 cm in una donna non più desiderosa di gravidanza
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