Nobel a Edwards, padre della fecondazione assistita

 
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ProfessorRobertEdwardUn Premio Nobel per la fecondazione assistita. L'edizione 2010 del prestigioso riconoscimento per la Medicina è stato assegnato a Robert Edwards, professore emerito dell'Università di Cambridge, padre della fecondazione in provetta.

Il suo contributo alla scienza ha dato una spinta decisiva al trattamento dell’infertilità irrisolvibile con la chirurgia o con altre tecniche disponibili negli anni ’60. Pertanto una spinta decisiva alla lotta per l’fertilità colpisce un'ampia porzione dell'umanità e più del 10% delle coppie nel mondo. Questo scienziato, pioniere di una tecnica ideata negli anni ’60, da cui è nata nel 1978 la prima bambina in provetta Louise Brown, sino ad oggi ha portato alla nascita di circa 4 milioni di persone in tutto il mondo. (Video-  Premiazione di R.Edwards ad Alessandria, Egitto, 2008)

Robert Edwards ha studiato biologia prima negli Stati Uniti e poi in Scozia, dedicandosi agli studi di embriologia. A Cambridge, prima nell'Università e poi nella Clinica Bourn Hall assieme al ginecologo Patrick Streptoe ha fondato il primo centro al mondo per la fecondazione assistita. Molti anni prima di Louise Brown Edwards aveva provato la tecnica sugli animali e poi sull’uomo ma solo grazie al sodalizio con il ginecologo Steptoe fu possibile l’applicazione umana perché grazie alle pionieristiche tecniche di laparoscopia di quest’ultimo fu possibile prelevare gli ovociti dalle ovaie della donna e, portandoli al di fuori del corpo, rendere possibile la loro fecondazione. La stessa comunità scientifica fu scettica. Quando Edwards tentò di pubblicare sulla prestigiose riviste scientifiche il suo lavoro, inizialmente gli fu rifiutato! Dopo la nascita della prima bambina fu tutta uno sforzo a rincorrere questo risultato in Australia e negli Stati Uniti che avevano ben compreso la portata di tale svolta epocale nella medicina della riproduzione.

Grazie alle FIVET(Video) fu poi possibile mettere a punto la ICSI(Video) che consiste nell’inserire direttamente gli spermatozoi negli ovociti anzicchè metterli a contatto con essi. Questa eccezionale evoluzione della tecnica di Edwards riusci ad abolire quasi completamente l’infertilità maschile perché bastavano pochissimi spermatozoi per rendere un uomo fertile.

Anche la crioconservazione degli ovociti e degli embrioni sono altre conseguenze della scoperta dello scienziato inglese come pure la Diagnosi Preimpianto (PGD) che consente di evitare malattie genetiche prima che la gravidanza inizi.

Le polemiche ed i contrasti tra lo scienziato  insieme alla comunità medico-scientifica che applicò diffusamente la tecnica, ed ambienti della società legati alla Chiesa cattolica furono numerosi ed anche aspri in alcune circostanze per l’evidente coinvolgimento di temi bioetici sensibili.

Ho personalmente conosciuto ed incontrato più volte il Prof. Edwards anche in occasione di conferenze e lavori scientifici . L’impressione maggiore che ne ricavai fu quella di una mente sempre apertissima alle novità anche in tempi recenti nonostante la sua età. Il suo modo di meravigliarsi continuamente e con semplicità della vita lo faceva assomigliare talvolta ad un bambino. Il Nobel giunge come un riconoscimento forse  tardivo viste  le difficili condizioni di salute dello scienziato ma non sorprendente per le novità  e le conseguenze apportate in campo medico e scientifico .

Ultimo aggiornamento ( Martedì 28 Febbraio 2012 12:15 )  

Blastocisti e PGs sempre buone tecniche?

Quanti embrioni arrivano dopo 5 giorni di coltura a blastocisti? Si calcola circa il 50% da un recente lavoro scientifico su queste tecniche con una percentuale di gravidanze cliniche del 14% per Pick-Up. I nostri risultati (Centro Biofertility 2016) senza coltura a blastocisti o PGs ci hanno mostrato un tasso di gravidanze clinico del 32% per Pick-Up
riprova

“Sembra una stella cadente….!”

embriotransfer scritta
Prof.Claudio Manna