Gravidanza, a chi rivolgersi per un parto sicuro

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Lunedì 25 Ottobre 2010 00:00 Scritto da F.Crescenzi C.Manna
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sala-partoCosa debbono sapere una donna, una coppia o una famiglia sull’organizzazione dell’assistenza alla gravidanza nel proprio territorio? Come orientarsi bene, cioè, verso i luoghi appropriati alla situazione in cui la donna gravida si potrebbe trovare? Queste sono le domande che goni donna incinta deve porsi allo scopo di prevenire problemi.

Un sistema organizzativo capace di garantire un’assistenza prenatale efficace ed efficiente necessita di servizi specialistici sul territorio (consultori, ambulatori pubblici e privati) e di punti nascita nelle strutture ospedaliere in cui, ad ogni parto, venga garantito un livello appropriato di assistenza. In Italia l’offerta dei servizi ospedalieri ostetrici e neonatologici è articolata in tre livelli funzionali definiti anzitutto sulla base di requisiti organizzativi, strutturali e tecnologici delle strutture; ma anche sulla base del numero e della qualifica del personale di assistenza. Anche il numero minimo di parti che una struttura è capace di svolgere in un anno fa parte dei criteri di assegnazione di un certo livello funzionale. Infatti solo chi svolge un determinato numero minimo di parti ha un’esperienza e mezzi sufficienti a garantire un certo standard di sicurezza soprattutto quando si presenta una situazione ostetrica complicata.

Nell’unità ospedaliera di I LIVELLO vengono assistite gravidanze e parti non complicati che si prevede terminino con la nascita di un neonato sano (non affetto da nessuna patologia). Queste strutture possono assistere parti di età gestazionale superiori alle 35 settimane compiute e confermate al momento del ricovero in ospedale. Queste, inoltre, devono effettuare almeno 500 parti durante l’anno e devono essere collegate con le Unità di II e/o III Livello.

L’unità ospedaliera di II LIVELLO invece deve accogliere almeno 1000 parti l’anno e deve essere in grado di assistere gravidanze e parti a rischio nonché tutti i neonati patologici che non rientrano nel III Livello di cura. Dovrebbe garantire inoltre l’assistenza del neonato di basso peso o di età gestazionale inferiore alle 35 settimane compiute, purché di peso maggiore ai 1500g e/o con età gestazionale superiore alle 32 settimane del neonato che presenta patologie e che richieda un’osservazione costante o cure speciali senza bisogno di cure intensive neonatali.

Laddove poi esistano condizioni ottimali e appurate, in termini di casistica, attrezzature, organici e competenze, i limiti del peso neonatale e dell’età gestazionale per l’assistenza in strutture di II livello diventano rispettivamente maggiori di 1250 grammi e superiori alle 30 settimane. Questo tipo di strutture vengono riconosciute come unità ospedaliera di II LIVELLO “+”.

La struttura ospedaliera di III LIVELLO, invece, è un’unità in cui si attuano almeno 1500 parti l’anno, in grado di assistere gravidanze e parti a rischio elevato, ovvero tutti i nati patologici inclusi quelli bisognosi di terapia intensiva e/o sub intensiva neonatale (TIN). Dovrebbe garantire l’assistenza a gravidanze di neonati di età gestazionale inferiore alle 32 settimane o di peso inferiore ai 1500 grammi.

Le Unità di III livello non possono assistere solo parti di neonati bisognosi di cure intensive e/o sub intensive ma devono garantire anche il I livello (cure di base) ed il II livello (cure speciali), sia ostetriche che neonatologiche. La presenza di Unità di III Livello neonatologico senza un Unità di III livello ostetrica, è da ritenersi un’anomalia.

Il III Livello di assistenza neonatale comprende la terapia intensiva neonatale (TIN) con almeno 6 posti letto (incubatrici e culle di cure intermedie) ma non inferiore a 4 e la terapia sub-intensiva con un numero di posti letto almeno pari a quelli della TIN.

Possiamo concludere dicendo che l’organizzazione del territorio dovrebbe prevedere l’interazione continua tra strutture ospedaliere di I-II-III livello per garantire così una continuità assistenziale sia ostetrica che neonatale, in grado di far fronte a qualsiasi tipo di evento medico avverso.

Ma facciamo un esempio pratico. Se ad una donna in gravidanza si rompe improvvisamente il sacco amniotico prima della 32esima settimana di gravidanza o da precedenti ecografie risulta che il peso del feto è inferiore a 1500 grammi, non deve recarsi o essere trasportata in strutture di I e II livello ma solo di III! Fondamentale, perciò, è la conoscenza del livello di assistenza posseduti dagli ospedali ai quali ci si potrebbe rivolgere.

Livello di assistenza Settimana di gravidanza e parto Condizioni e peso neonato Parti per anno
1° livello ≥ 35 settimane Sano senza patologie Almeno 500
2° livello < 35 settimane a basso rischio

Patologico che non necessita di TIN,

peso >1500 gr e/o > 32 settimane

Almeno 1000
3° livello < 32 settimane ad alto rischio

Patologico che necessita di TIN,

peso < 1500 gr e/o < 32 settimane

Almeno 1500
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