«Stiamo mettendo a punto una cartella clinica digitalizzata per aiutare il medico a gestire gli aspetti della visita ginecologica e ostetrica. Tra le altre funzioni, questa cartella sarà anche in grado di fare un riepilogo degli esami e delle osservazioni effettuate durante la visita, si tratta dunque di un vero e proprio Passaporto Sanitario». A dare l’annuncio, in anteprima a Vita Che Nasce, il professor Giovan Battista Serra, direttore del dipartimento di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Cristo Re di Roma e già presidente della Federazione italiana di ostetricia e ginecologia (Fiog), che con un gruppo di lavoro sta mettendo a punto il nuovo tipo di cartella clinica.
Questo sistema dovrebbe risolvere tutti i problemi causati da cartelle cliniche compilate in modo spesso incompleto o frettoloso da medici di volta in volta diversi. Ogni vista, infatti, sarà registrata in modo meticoloso e ne verrà data una sintesi finale esaustiva ai fini di successive diagnosi o interventi.
«L’abbiamo battezzato “Passaporto sanitario” – prosegue il professore – perché può essere presentato agli ospedali in caso di ricovero e rappresenta un mezzo per creare una continuità di cura tra lo studio ambulatoriale e la sede di ricovero, oppure con un medico terzo».
La proposta, prosegue Serra, «è nata come uno degli obiettivi della Fiog e adesso viene portata avanti da un gruppo di lavoro di cui faccio parte che consta sia di ginecologi che di esperti nella programmazione per computer». È la medicina coniugata con la tecnologia. Il tutto al fine di velocizzare il triage dei pazienti e permettere una più precisa analisi dei dati.
La diffusione per ora sarà limitata: «Ci sono accordi – prosegue Serra – perché venga accolta intanto dai ginecologi consultoriali che non sono pochi». Diverso il discorso per quel che riguarda eventuali interazioni con il Sistema sanitario nazionale: «abbiamo avuto dei contatti – conclude il professore – ma ancora siamo nella nebbia della burocrazia».
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