Quando il secondo figlio non arriva

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Lunedì 10 Gennaio 2011 09:39 Scritto da Claudio Manna
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figlio-unico-papa-mammaAnche se molti genitori si fermano al primo figlio non pochi ne desiderano di più ed il secondo viene cercato spesso con insistenza per dare una compagnia al primo. Se non arriva i genitori si chiedono sorpresi il perché. Il ginecologo, che dopo un anno chiama questa condizione infertilità secondaria, cerca di capire cosa è successo dopo il primo figlio, quale problema ostacola la venuta di un secondo?

Questa domanda è d’obbligo specialmente se è trascorso molto tempo dalla prima gravidanza. Nell’uomo gli spermatozoi sono ancora performanti come prima? Ci siano stati problemi a livello delle tube nel frattempo? Sapere, inoltre, se il primo figlio è arrivato subito o dopo molto tempo è rilevante per tentare di rispondere alla nostra domanda. Se la risposta è positiva è probabile che si sia verificato qualcosa di imprevisto che ha bloccato la fertilità. Ad esempio un fatto infettivo acuto che può aver colpito sia la donna (ad esempio le tube) che l’uomo (potrebbe essere insorta un’infezione del tratto genitale maschile). Se invece Il primo figlio è giunto dopo parecchio tempo di rapporti non protetti potrebbe esserci stato il peggioramento di una precaria condizione patologica precedente come ad esempio una prostatite o varicocele se preesistevano. Pertanto tra i primi esami da richiedere ci sarà un’isterosalpingografia per lei ed uno spermiogramma per lui.

A volte l’infertilità secondaria si presenta dopo un parto cesareo. In questi casi l’intervento potrebbe aver causato la comparsa di aderenze intorno alle tube ed alle ovaie e questa situazione potrebbe essere stata causata dal “raschiamento” eseguito dopo un aborto spontaneo o volontario che abbia causato infezioni uterine e tubariche. In questi casi anche un’isteroscopia può essere utile proprio per verificare l’integrità della cavità uterina da aderenze, infiammazioni o anche polipi. Talvolta può anche instaurarsi il malfunzionamento di organi come la tiroide.

Non dimentichiamo però che dopo molti anni, quando si è superata la soglia dei 40 per una donna o dei 50 per l’uomo, la capacità riproduttiva è comunque significativamente ridotta e gli interventi sono più difficili.

Le terapie possibili generalmente sono quelle mediche da parte dell’andrologo per migliorare uno spermiogramma deficitario. Ma nel caso in cui esse non riportino la situazione nella norma si potrà ricorrere ad un’inseminazione intrauterina o nei casi di insuccesso e di situazioni più gravi alla ICSI. Se viene dimostrato un problema tubarico spesso è necessario ricorrere alla FIVET.

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