Staminali: dalla mamma al bambino, la strada della guarigione

 
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cellule-staminaliLa capacità delle staminali di essere indifferenziate e di essere in grado di trasformarsi in qualsiasi tipo cellulare specifico apre un capitolo bellissimo ed illimitato nella storia della scienza biomedica. Le capacità di queste cellule creano i presupposti per le possibili applicazioni terapeutiche, dai trapianti, alla terapia genica, fino alla cura di patologie importanti come il diabete e i tumori. Oggi in particolare l’interesse è centrato sul pool di cellule staminali presenti nel cordone ombelicale, nel liquido amniotico e nella placenta, dai quali è possibile prelevare e sospendere una quantità significativa di elementi.

E’ recente la polemica secondo la quale in realtà queste cellule non avrebbero un reale effetto terapeutico ma anzi tenderebbero a trasformarsi in cellule neoplastiche. Tuttavia questo piccolo caso è stato sconfessato dai circa 130 protocolli, molti dei quali ormai in fase di approvazione per l’applicazione terapeutica delle staminali.

Prelevando il liquido amniotico dalla mamma vari ricercatori hanno dimostrato che in questo è presente un campione significativo di cellule pluripotenti mesenchimali, ossia cellule che hanno la capacità di dividersi attivamente e differenziarsi in specifiche tipologie: cellule ossee, cartilaginee, muscolari, neurali, epatiche e renali. Quindi, il prelievo, la conservazione e la successiva coltivazione delle cellule a scopo di ricerca, consentirebbe la possibilità di rigenerare particolari tipi di tessuto, pertanto di intervenire nel caso di severe patologie, spesso proprio sul nascituro affetto da un problema grave, come una malformazione renale o epatica. Infatti sono già diversi gli interventi eseguiti negli Stati Uniti, su neonati di pochi mesi nei quali la capacità di rigenerare tessuto epatico, in laboratorio, ha consentito la cura di una grave malformazione congenita. sequenza di un cuore di topo a cui sono state asportate le cellule ottenendo uno scaffoldo, cioè la struttura della matrice sulla quale si innestano le cellule, poi è stato ricostruito il tessuto cardiaco con cellule staminali, mesenchimali umaneAttualmente uno degli studi che sta portando ad una possibile forma terapeutica è la rigenerazione di tessuto muscolare nei soggetti affetti da Distrofia, causata nella maggior parte dei casi, da una mutazione del gene per la distrofina, che garantisce la compattezza alla massa muscolare. Una grande possibilità è nell’applicazione di cellule staminali per la riparazione del tessuto osseo, in seguito a gravi patologie, a grosse fratture e a tumori ossei. E’ dell’Harvard Medical School l’arduo ed ambizioso progetto di ricostruire il tessuto del diaframma e della trachea per intervenire in bambini nati con malformazioni congenite importanti all’apparato respiratorio, grazie al prelievo di cellule da liquido amniotico. Tutto questo non è solo il futuro ma anche il presente: biologia cellulare, genetica e medicina rigenerativa sono inscindibili, sono la possibilità per poter dire o almeno provare a cancellare la parola incurabile.

Resta però aperto il discorso di come prelevare le staminali dal liquido amniotico, come conservarle, in modo autologo o eterologo? In questo caso, rispetto al cordone ombelicale è una possibilità che va presa in considerazione durante la gravidanza ma se dalle indagini prenatali venisse diagnosticata una malformazione, potenzialmente curabile attraverso una terapia cellulare, non sarebbe il caso di rendere possibile il prelievo dal liquido amniotico e conservarlo autologamente? Non sarebbe utile un tentativo di impiegare questi protocolli di prelievo e conservazione nelle strutture ospedaliere attraverso una legge più aperta alla ricerca e ai diritti dei genitori e del nascituro? Le patologie congenite della retina ad esempio sono ormai clinicamente curabili attraverso le terapie staminali ed il diabete insulino-dipendente potrebbe essere definitivamente curato attraverso il differenziamento di cellule pluripotenti in cellule pancreatiche. Il trapianto di cellule staminali nella terapia di severe forme tumorali è ormai un protocollo consolidato, considerando l’enorme potenzialità che queste hanno di differenziarsi in cellule emopoietiche (del sangue). A questo proposito occorre sottolineare che il midollo osseo rappresenta una fonte preziosa di cellule staminali, visto che è proprio qui dove avviene l’emopoiesi e la formazione di altri elementi specializzati del sangue e, un prelievo di midollo sia per scopi clinici, sia attraverso la donazione, è un mezzo efficacissimo per ampliare le possibilità terapeutiche. E’ incredibile come attraverso il corpo materno non solo si sviluppi e si formi una vita ma sia possibile anche preservare il mezzo più moderno per curarla.

Attuali applicazioni terapeutiche delle cellule staminali

Cura dell’atrofia spinale: la terapia con cellule staminali ha portato al significativo miglioramento dei sintomi di immobilità, dovuti ad atrofia spinale su una bambina di appena sei mesi, eseguita all’Ospedale Burlo Garofalo di Trieste (Febbraio 2011).

Sviluppo di terapie per la cura delle distrofie retiniche: in particolare lo sviluppo di terapie mirate alla cura di patologie, causa di cecità totale quali la retinite pigmentosa, la Sindrome di Usher o l’amaurosi di Leber, in corso presso l’Ospedale Pediatrico Meyer e l’Azienda Ospedaliera Careggi. (2009-2011).

Cura delle patologie cirrotiche: sviluppo di terapia staminale per la rigenerazione di tessuto epatico. (Ospedale Suor Orsola Malpighi, Bologna-2010).

Ricostruzione di trachea in pazienti affetti da malformazioni: il primo intervento è stato eseguito in Spagna nel 2008 su una donna, successivamente è stato effettuato l’intervento su un bambino affetto da malformazione, negli Stati Uniti nel 2010.

Terapie per la cura della SLA, della Sclerosi multipla, della SCID (malattia che causa una forte immunodeficienza): sono terapie attualmente in corso in alcuni centri italiani, come l’Ospedale Maggiore di Milano e come l’Istituto di Novara, dove attualmente si stanno utilizzando colture di cellule mesenchimali.

 

Riferimenti bibliografici:

Fuchs JR, Kaviani A, Oh JT, LaVan DA, Udagawa T, Jennings RW, Wilson JM, Fauza DO. Diaphragmatic reconstruction with autologous tendon engineered from mesenchymal amniocytes. J Pediatr Surg, 39, 834-838,2004.

 

Kunisaki SM, Freedman D, Fauza DO. Fetal tracheal reconstruction with cartilagineous grafts engineered from mesenchymal amniocytes. J Pediatr Surg, 41, 675-682, 2006.

 

Tremolada, C.; Palmieri, G.; Ricordi, C. Adipocyte Transplantation and Stem Cells: Plastic Surgery Meets Regenerative. Cell Transplant. 19(10):1217-1223; 2010.

 

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