Se ci pensiamo, sappiamo tutti cosa è l'amore ma se proviamo a dirlo non troviamo mai le parole. Gli artisti, e penso ai poeti e agli scrittori, l’hanno descritto, ma la loro rappresentazione, pure affascinante, non ci fa capire il fenomeno.
La medicina ha spiegato che l’amore, e soprattutto l’innamoramento, si caratterizzano con una alterazione dello stato fisico legata a fattori prevalentemente ormonali. La psicologia ha osservato i fenomeni psichici che accompagnano l’amore, parlandone quasi come di una malattia. I sociologi hanno spiegato l’amore come un derivato del compito di conservazione della specie. Tutte queste sono semplici descrizioni, ma rimane sconosciuto il senso, il significato dell’amore.
L’amore è quel particolare sentimento che ci lega ad un altro essere umano, e che consiste nella sensazione certa e indiscutibile che la persona che amiamo è proprio la persona che vogliamo amare, quella della quale non siamo disposti a farne a meno. Il sentimento è fuori del tempo e dello spazio e ha a che fare con la sensazione dell’eternità, dell’infinito.
In realtà, non riusciamo a definire l’amore perché ha a che fare con l’inconscio. Ciascun essere umano è portatore di tanti bisogni, e molti di questi non sono affatto consapevoli ma ugualmente pressanti: l’amore può essere definito come la sensazione che l’altro è la miglior risposta possibile che possiamo trovare perché i nostri bisogni inconsci possano esser soddisfatti.
Tra tutti, un bisogno sembra più forte e generalizzabile, ed è quello di proseguire nella nostra evoluzione personale, quello di continuare a migliorare finché dura la vita. Per far questo occorre che il nostro partner abbia qualcosa di speciale e cioè sia fatto in modo tale da rendere possibile il nostro percorso evolutivo.
E se il gioco riesce, allora la vita scorre bene e siamo felici. Tutto ciò non lo sappiamo, e con difficoltà riescono a capirlo gli addetti ai lavori: è per questo che non sappiamo dire cosa è l’amore.
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