Tutta una questione di distanza. Secondo Hall gli esseri umani sperimentano, nelle relazioni umane, quattro tipologie di distanze: 1) pubblica, 2) sociale, 3) personale, 4) intima. (Hall E.T., La dimensione nascosta, 1968). Il fatto di vivere in società e di differenziare i ruoli all’interno di questa, ha portato l’uomo a diversificare ed ampliare la dimensione ed i comportamenti della sfera personale. Ogni distanza, a propria volta, ha una fase di vicinanza ed una fase di lontananza (Pacori M., Come interpretare i messaggi del corpo, 2002).
Quella che spesso si suol definire “bolla sociale” è in realtà una vera e propria immagine mentale, che definisce lo spazio attorno al quale siamo soliti circondarci di persone ed i cui confini descrivono, a seconda di quanto questi siano vicini o distanti da noi, se una persona può accostarsi o deve restare a distanza perché non la desideriamo o non vogliamo con essa interagire o peggio ancora, ci spaventa. Nell’insieme di tutte queste ‘dimensioni nascoste’, per dirla con Hall, sono soltanto due i momenti cruciali, grazie ai quali ‘rompiamo la bolla’ e permettiamo all’altro di avvicinarsi a noi. Attraverso la stretta di mano, avviamo un'interazione, presentandoci. E, in maniera più informale, quando baciamo il nostro interlocutore.
Entrambi questi momenti sono fondamentali perché attraverso di essi si struttureranno le successive interazioni, fatte di comprensioni o incomprensioni, di fraintendimenti, di simpatie o antipatie. Una sorta di ‘prima impressione’ che creerà, volenti o nolenti, un marchio al rapporto.
Il bacio, tra i due protagonisti del dialogo e della comunicazione tra gli esseri viventi, è però estremamente più complesso nella sua opportunità di trattazione, in quanto potrà descrivere infiniti ruoli, finalità, obiettivi nell’agirlo. Il bacio è una forma di coccola quando la madre lo dona al proprio figlio, veicolando attraverso questo gesto un meta-messaggio che è quello del “ti voglio bene”. Il bacio è anche una forma di costruzione sociale legata al saluto cordiale tra amici o colleghi, per aprire una comunicazione, rompendo schematismi fatti di formalità. Ma il bacio è anche il primo atto sessuale nel quale si apre la porta dell’intimità alla scoperta delle emozioni più intense e profonde che potranno portare al rapporto sessuale.
E’ opportuno, a questo punto, utilizzare il condizionale, in quanto è possibile anche che il bacio divenga un gesto non gradevole quando perde il suo valore di spontaneità per assumere quello di ovvietà o, peggio ancora, quando le circostanze prevedono un andare contro i propri sentimenti in certe occasioni.
Alcuni autori (Ekman P., Friesen W.V., The Repertoire of Non Verbal Behavior: Origines, Usage, Codings, in Semiotica, n°1, 1969), hanno riscontrato che esistono dei veri e propri segnali di gradimento del bacio. Un ‘gesto adattatorio’ così come viene chiamato in gergo, è dato dalla lingua che si muove con guizzo o con un movimento più lento sul labbro superiore (vedi foto). Oltre ad essere un evidente segnale di corteggiamento, accade spesso infatti che, rappresentandoci mentalmente una persona che ci piace, che ci attrae sessualmente, compiamo questo gesto, assolutamente inconscio, di autogratificazione.
Nella ricerca del partner, nei momenti di intimità, l’atto di baciare e nel contempo di utilizzare la lingua può anche rappresentare l’immagine stessa della penetrazione, anche pensando all’alternarsi di attività e passività dell’uno e dell’altra: in un certo qual modo ci si trasferisce delle emozioni erotizzanti e scatenanti quell’escalation di eccitamento che porterà all’unione finale dei due corpi.
Ecco anche il perché, baciare sulle labbra una persona è alle volte sentito come un gesto assai più intimo del rapporto sessuale.
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