E' una notizia che sta oramai riempiendo le pagine di quotidiani e riviste, attivando reti televisive con rubriche e telegiornali: l'apparente scandalo e confondersi del mondo della politica col mondo del sesso. Ci riferiamo, ovviamente, all'attualissimo caso che riempie le cronache su Berlusconi e Ruby.
Non vogliamo qui soffermarci su una trattazione che scadrebbe nella banalità di un commento al pari di tanti che stanno offrendo versioni tese più a fare gossip che a descrivere i fatti, ma delineare alcuni aspetti di natura squisitamente scientifica che aiutino a comprendere cosa può scatenarsi quando potere, società, privato e psiche intrecciano le loro peculiarità trasformando o facendo emergere comportamenti passibili di critica o di biasimo.
Credo che, innanzitutto, vadano fatte una serie di differenziazioni che sono di natura "politica", "psicologica" e "sociale". I tre aspetti sono ben lungi dal poter essere tenuti sotto controllo, contemporaneamente, da qualsiasi essere vivente sulla faccia della terra.
Partendo dal presupposto che chi fa il mestiere del politico è già di per sé una persona che accetta il ruolo di chi avrà una certa visibilità e che se non è dotata di voglia di arrivare, non è in grado di tagliare alcun traguardo o raggiungere obiettivi, possiamo prevedere che divenga nel tempo più importante come 'personalità' che come 'persona' e, quindi, passibile di attacchi tesi a distruggere la figura di uomo, quando non è possibile una sua distruzione come ruolo.
Dal punto di vista psicologico, assai spesso la componente narcisistica ed istrionica (esistono proprio 2 disturbi di personalità legati a questi termini) è preponderante in chi ricopre ruoli di primo piano in ambito pubblico dove è prevista la figura di un 'capo'.
Nel Manuale dei Criteri Diagnostici e Psichiatrici (DSM-IV-TR), si parla, a proposito di "Disturbo narcisistico di personalità" che la persona che ne è affetta ha una grande 'necessità di ammirazione', ha un 'senso grandioso di importanza' e ha 'aspettative di trattamenti di favore o di soddisfazione immediata delle proprie aspettative'. Per quel che concerne il "Disturbo istrionico di personalità", il manuale descrive in queste persone, un ‘quadro di emotività eccessiva’ e di ‘ricerca di attenzioni’. Ovviamente, in questi quadri descrittivi vanno inserite un serie di osservazioni, critiche e discussioni tese a comprendere che, ancora una volta, la parola potere fa anche rima con una incapacità graduale di gestione dello stesso, quando supera certi livelli. E' come se tentassimo di immettere 100 litri di acqua in una bottiglia da 1 litro: i 99 litri diventano talmente tanti da 'contenere' che si finisce per allagare tutto lo spazio circostante.
In terzo luogo, l'aspetto sociale di un politico, che ha un profilo appena descritto, entra in forte conflitto con il fine ultimo: il benessere dei cittadini. Esiste un linea di demarcazione tra pubblico e privato che però da alcuni decenni oramai ha perso ragion d'essere perché hanno, purtroppo, perso ragion d'essere parole come discrezione, intimità, riservatezza a vantaggio del gossip, della ostentazione, del denaro facile. Un esempio su tutti è dato dalla visione sempre più diffusa di corpi dove la nudità sta prendendo il posto del "vedo e non vedo" con conseguente perdita del piacere della scoperta e del desiderio che invece oggi è pietosamente diventato introvabile nei rapporti uomo/donna.
Infine, vogliamo ricordare che esiste la possibilità che un individuo, una volta raggiunto il potere, possa perdere di vista gli equilibri affettivi e desiderare in modo compulsivo di compensare attraverso una qualsiasi forma di accumulo (sesso, cibo, tradimenti, conquiste, ecc.) una forma, metaforicamente parlando, di fame. Se questa non fosse ‘saziata’, porterebbe all’isolamento sociale o all’annullamento.
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