Madri a 50 anni come la Nannini grazie al congelamento degli ovociti

 
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gianna_nanniniUn figlio a 54 anni. Ha fatto scandalo la notizia della gravidanza di Gianna Nannini. Molte le dissertazioni sull’argomento e svariati i punti di vista che sono stati espressi. Tuttavia, la scelta di avere un figlio in età sempre più avanzata sarà sempre più frequente tanto da divenire, probabilmente, il futuro trend.
Sempre più la decisione riproduttiva rimandata nel tempo porterà alla necessità di ricorrere all’aiuto che la scienza può dare, utilizzando la riproduzione assistita. Le coppie, rimandando questa decisione,vanno infatti  sempre più incontro a maggiori difficoltà per una naturale diminuzione della fertilità. In particolare questo riguarda le donne che ad un certo punto devono ricorrere alla donazione di ovociti giovani se vogliono esse stesse partorire un figlio.
In quest’ottica, alcuni centri di fertilità di tutto il mondo hanno iniziato ad offrire la possibilità a donne sane e fertili di crioconservare i propri ovociti per utilizzarli in un momento più opportuno. La preoccupazione principale è che le donne vogliano e possano deliberatamente rimandare la gravidanza per dare priorità alla loro carriera offrendosi così un falso senso di sicurezza.
Uno studio condotto presso il Centro di Medicina della Riproduzione, UZ Brussel della capitale belga da Julie Nekkebroeck e dai suoi collaboratori, ha cercato di costruire il profilo delle donne che optano per il congelamento degli ovociti per motivi non medici. Hanno risposto 15 candidate ad una intervista per valutare la loro motivazione alla richiesta di questo trattamento e capire se erano consapevoli dei rischi e dei limiti di questa pratica.
Tutte le donne che si sono sottoposte all’intervista avevano età media di 38,3 anni,un elevato livello di istruzione e hanno dichiarato che potevano permettersi finanziariamente il trattamento. Tutte avevano avuto partner in passato, ma non il desiderio concreto di un bambino, perché non ritenevano giusto il partner. La maggior parte aveva scoperto la possibilità di congelare gli ovociti attraverso i media o effettuando una ricerca su internet (73,4%).
Prima di scoprire questa opzione, la scelta dell'adozione o restare senza figli sono state valutate come alternative dal 26,7% delle intervistate mentre il diventare una madre single con l'uso di sperma di donatore dal 46,7%.
Le ragioni principali di optare per il congelamento degli ovociti sono state :
  • "Eliminare lo stress nella ricerca del partner giusto" per il 53,3%,
  • "dare ad un futuro rapporto più tempo per stabilizzarsi prima di affrontare l'argomento di un figlio " per il 26,7%
  • "assicurazione contro la sterilità futura".per il 33,3%
Tutte le intervistate avevano rivelato le proprie intenzioni di crioconservare gli ovociti, non trovando ostacoli tra i propri familiari e conoscenti.
I costi finanziari (53,3%) e l'uso di ormoni (26,7%) sono stati considerati come i principali svantaggi del trattamento. Tuttavia, tutte avevano accettato di sottoporsi ad un trattamento ormonale pur essendo sane e fertili ed erano persino disposte a ripetere il trattamento per 2 volte, in media.
Le donne intervistate pensavano che avrebbero utilizzato i loro ovociti congelati attorno ai 43 anni. La maggior parte di queste donne hanno risposto che se avessero trovato un partner adeguato avrebbero prima  provato a rimanere incinte spontaneamente ed in caso negativo di eseguire la fecondazione in vitro con materiale fresco e, in ultima istanza, di utilizzare i loro ovociti congelati. Inoltre hanno risposto che se non avessero avuto più bisogno del loro ovociti, il 46,7% li avrebbe donati per la ricerca scientifica, il 13,3% li avrebbe donati a un'altra donna, il 26,7% era invece incerto circa la loro destinazione.
Sembra, quindi, che nel decidere di congelare i propri ovuli le donne considerino in primo luogo la difficoltà nel trovare il partner “giusto” e solo in secondo luogo per motivi di carriera. La consapevolezza della recente possibilità di congelare i propri ovociti fa si che le donne cerchino di “comprare un po 'di tempo biologico”.
Questi risultati possono essere utili agli operatori del settore per giungere ad una formulazione sempre più adeguata di linee guida per la consulenza che precede l’utilizzo di queste nuove tecniche per questa popolazione molto selezionata e specifica ma sempre più in aumento.
Bisogna, però, notare che l’età di 38 anni non è quella migliore per congelare con successo i propri ovociti. La capacità riproduttiva ovocitaria infatti comincia a diminuire a partire dai 27 anni e dopo i 35 appare sensibile. Forse in un futuro prossimo i genitori regaleranno alle proprie figlie la possibilità di crioconservazione degli ovociti come alternativa agli interventi di chirurgia estetica tanto in voga oggi.
 

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